Al via il trial per testare l’AVELUMAB

Pfizer e Merck KGaA hanno annunciato di aver dato inizio ad uno studio di fase avanzata in cui avelumab verrà testato in combinazione con il trattamento standard per il cancro ovarico.

Lo studio prevede l’arruolamento di  950 pazienti con tumore ovarico avanzato che non sono state precedentemente trattate per la malattia: Avelumab, un cosiddetto inibitore dei checkpoint, funziona agendo sul sistema immunitario.

Un gruppo di pazienti nello studio di Fase III riceverà Avelumab in combinazione con chemioterapia a base di platino, l’attuale standard di cura. Altre riceveranno chemioterapia da sola, oppure Avelumab un paio di settimane dopo aver ricevuto la chemioterapia.

“La speranza è che Avelumab possa cambiare la storia naturale della malattia” ha detto Alise Reicin, dirigente senior di Merck KGaA.

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admin | 07.19.16 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

CHEMIOTERAPIA INTRAPERITONEALE PIU’ EFFICACE

NELLE donne operate di tumore dell’ovaio, la chemioterapia somministrata non solo per via endovenosa, ma anche direttamente nell’addome, consente di controllare meglio la malattia. A rivelarlo i risultati iniziali di uno studio di fase II presentato al congresso ASCO di Chicago, che ha interessato 275 donne con carcinoma ovarico in stadio IIB-IV, trattate con chemioterapia prima dell’intervento chirurgico e in seguito sottoposte a intervento di rimozione del tumore. Dopo l’intervento, 200 di loro sono state assegnate al trattamento con chemioterapia tradizionale per via endovenosa o al regime per via endovenosa e intraperitoneale. La maggior parte delle pazienti incluse nello studio presentavano una diffusione del tumore all’interno della cavità peritoneale (stadio IIIC). A distanza di 9 mesi, il 42,2% delle donne trattate con chemioterapia endovenosa presentava un peggioramento della malattia, contro appena il 23,3% del gruppo trattato con la doppia somministrazione, endovenosa e intraperitoneale. Un dato questo con un importante impatto sulla sopravvivenza: le donne trattate con chemioterapia intra-addominale hanno presentato una sopravvivenza complessiva di 59,3 mesi, contro i 38,1 mesi del gruppo trattato in maniera tradizionale, cioè per via endovenosa.

I precedenti. Alcuni studi condotti in precedenza avevano suggerito che determinati tipi di carcinoma dell’ovaio sono più sensibili di altri alla chemioterapia. L’idea dei ricercatori canadesi è dunque adesso quella di analizzare i campioni di tessuto tumorale raccolti durante questo studio per valutare quali caratteristiche biologiche si associno ad una migliore risposta alla chemioterapia per via intra-addominale. Questo consentirà di selezionare le pazienti con le migliori chance di risposta a questo nuovo approccio. “Già da questi primi risultati – afferma l’autrice dello studio, Helen Mackay, Sunnybrook Odette Cancer Center, Toronto (Canada) – possiamo vedere che le donne trattate con la chemioterapia per via intraperitoneale  hanno risultati migliori senza un aumento di tossicità”. (continua…)

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admin | 06.05.16 | Senza categoria, , , , , | 1 Comment |

- ANCORA DAL MONDO MARINO

Ripulire il mare dall’alga “aliena” Caulerpa cylindracea potrebbe non solo migliorare lo stato di salute degli ecosistemi marini, ma anche contribuire alla cura di alcune patologie tumorali: è la scoperta dei ricercatori dei laboratori di Biochimica e di Zoologia e Biologia Marina dell’Università del Salento, in collaborazione con l’Università Federico II, il CNR di Pozzuoli e la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

«Uno dei grandi problemi che sta minacciando il Mar Mediterraneo», spiega Alessandra Ferramosca, professoressa aggregata di Biochimica Applicata e Diagnostica, «è l’introduzione di nuove specie provenienti da posti molto lontani e con caratteristiche differenti da quelle dei nostri mari. Caulerpa cylindracea, un’alga aliena proveniente dalle coste sudoccidentali australiane, è una di queste specie e sembra aver trovato nel Mar Mediterraneo condizioni particolarmente adatte al proprio sviluppo. Oltre a modificare la struttura degli habitat e la composizione biologica degli ambienti che invade, recenti studi coordinati dal professor Antonio Terlizzi (associato di Zoologia, Università del Salento, ndr) hanno evidenziato che l’alga ha un potente effetto sulle abitudini alimentari di alcune importanti specie ittiche di pregio. Il sarago maggiore, in particolare, sembra esserne diventato particolarmente ghiotto, e il passaggio da una dieta composta da animali e piante a una dieta basata principalmente sull’alga invasiva potrebbe essere la causa del cambiamento delle proprietà organolettiche e della qualità nutrizionale delle carni che stanno minacciando l’economia legata a questa importante risorsa ittica. L’ultima scoperta nei nostri laboratori ha aperto nuovi scenari: ripulire il mare dall’alga aliena potrebbe, infatti, non solo migliorare lo stato di salute degli ecosistemi marini, ma anche contribuire alla cura di alcune patologie. L’identificazione del meccanismo molecolare mediante il quale i metaboliti dell’alga compromettono la funzionalità cellulare ha portato i ricercatori a proporre un utilizzo di molecole estratte da Caulerpa in campo farmacologico, come coadiuvanti in terapie chemioterapiche. I risultati ottenuti, sebbene preliminari, suggeriscono che un metabolita dell’alga, la caulerpina, potrebbe rivelarsi di particolare interesse nella cura del carcinoma ovarico».

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admin | 05.14.16 | Senza categoria | No Comments |

- nuovo metodo rilevazione mutazioni BRCA1 e BRCA2- in 2 settimane

La Genoma SA (Svizzera) ha messo a punto un test genetico, Serenity, per l’identificazione delle mutazioni dei geni BRCA1 e 2. Il DNA raccolto tramite campione buccale, viene analizzato nei laboratori di Genoma, con tecnologia NGS. Risultato in due settimane. Costo: circa 520 euro.  Per informazioni

www.genoma.com

numero verde 800 185 462

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admin | 05.12.16 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

parte (per ora a Losanna e in Usa) il trial di immunoterapico

E’ iniziato il recruiting per la sperimentazione, per ora solo a Losanna e in alcuni centri degli Stati Uniti, del Motolimod e MEDI4736 per pazienti con carcinoma ovarico recidivante

per contatti e informazioni

Ludwig Institute for Cancer Research

bbrewer@cancerresearch.org

rsteinhardt@licr.org

o telefonando al (41) 21 692 59 66 di Losanna

fonte: https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02431559?term=VentiRx&rank=6

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admin | 05.10.16 | Senza categoria | No Comments |

TERAPIA CELLULARE A GROSSETO. MAGGIORI INFORMAZIONI

In merito alla terapia cellulare che verra’ avviata a Grosseto, molte donne hanno chiesto informazioni piu’ specifiche. Il Dott. Bengala molto gentilmente ce le ha subito fornite. Eccole

  • e’ una sperimentazione ancora aperta?

Lo studio  è stato giià attivato a Padova presso l’Istituto Oncologico del Veneto e partirà a Grosseto Ospedale Misericordia tra circa 1 mese

  • qual e’ il nome della sperimentazione?

Studio di Fase II con terapia cellulare adottiva non-MHC ristretta con somministrazione intraperitoneale di cellule TALL-104 in pazienti con Carcinoma ovarico con malattia residua minima o microscopica al second look laparotomico/laparoscopico

  • chi si puo’ contattare, semmai, per accedere al trial?

UO Oncologia Medica, Ospedale Misericordia, Grosseto (Direttore: Dr. Carmelo Bengala)

tel. 0564-485274; fax 0564-486608; email: carmelo.bengala@uslsudest.toscana.it

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admin | 03.17.16 | Senza categoria | No Comments |

. STUDIO CHORINE A CANDIOLO (TO)

AGGIORNAMENTO: in merito allo studio  ”CHORINE” (Bergamo è il Centro capofila). vi ricordo che anche all’IRCCS di Candiolo (TO) stanno arruolando nel “CHORINE” (Valutazione della Chemioipertermia nell’Ovaio in prima presentazione) e che e’ comunque disponibile  un altro protocollo di chemioipertermia (HIPEC)  nei tumori dell’Ovaio recidivi con intervallo libero > di un anno.

per informazioni:

Istituto di Candiolo – IRCCS
Fondazione del Piemonte per l’Oncologia (FPO)
Strada Provinciale 142 Km 3,95 10060 Candiolo (TO)
Tel.  Centralino 011.9933111 -
Segreteria 011-9933630 Visite 011-9933070

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admin | 03.12.16 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

Grosseto all’avanguardia nella terapia cellulare con linfociti T

GROSSETO. L’Oncologia dell’ospedale di Grosseto all’avanguardia per la sperimentazione di cure innovative.

È appena stato attivato uno studio clinico di “fase 2” per la «terapia cellulare con linfociti T/NK citotossici somministrati per via endoperitoneale, nel carcinoma ovarico con malattia residua minima o microscopica, dopo trattamento chirurgico e chemioterapico – spiega il direttore dell’Oncologia medica Carmelo Bengala – In sostanza la terapia potrà essere sperimentata nella prevenzione di possibili recidive della malattia, in donne già operate e sottoposte a trattamento di chemioterapia nel tumore dell’ovaio».

La terapia cellulare costituisce una strategia terapeutica innovativa nella cura dei tumori e la somministrazione endoperitoneale potrebbe presentare molti vantaggi per le pazienti, in termini di minore tossicità, minori effetti collaterali e maggiore efficacia, rispetto alla chemioterapia.

L’esito di questo studio potrebbe aprire la strada al trattamento di altre patologie tumorali con terapie di minore impatto per la qualità della vita dei pazienti.

La prima fase dello studio è stata condotta dallo stesso dottor Bengala, insieme al professor Pierfranco Conte, alla divisione di Oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a Modena; mentre lo studio di fase 2 verrà condotto al Misericordia di e in altre quattro strutture italiane di livello internazionale per la ricerca oncologica.

Come precisa il dottor Bengala, «la terapia cellulare è una modalità estremamente innovativa nel trattamento dei tumori. In particolare la linea cellulare che stiamo studiando si è dimostrata molto attiva sui modelli tumorali preclinici e sicura sotto il profilo della tossicità nello studio di fase I. L’obiettivo dello studio di fase II è ora di valutarne anche l’attività e l’efficacia sulle pazienti che saranno arruolate nello studio nelle cinque istituzioni coinvolte».

Lo studio, oltre all’Oncologia medica, a Grosseto prevede la partecipazione anche della Chirurgia generale e ginecologica, dell’anatomia patologica, il laboratorio ed il dipartimento delle Politiche del farmaco, nell’ottica dell’attività interdisciplinare integrata.

«È un esempio di trasferibilità delle ricerche dalla fase di laboratorio a quella clinica – conclude

Bengala – benché si tratti ancora di ricerca e non di pratica clinica corrente. Ciononostante deve esser considerata una opportunità per i nostri pazienti, nonché un’occasione di crescita scientifica, tecnica, professionale e organizzativa per medici, infermieri, tecnici e personale sanitario».

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admin | 03.03.16 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

PIPAC – A Candiolo il primo centro

Oltre all’Hipec di cui abbiamo parlato piu’ volte, in Italia, piu’ precisamente a Candiolo, e’ stato approvato un protocollo dal Comitato etico e dall’AIFA per l’utilizzo della Pipac  (Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy).

A Candiolo esiste  l’ unico  centro in Italia e terzo centro in Europa che utilizza la PIPAC : sono già stati  eseguiti 45 Interventi (tutti con tecnica single port). Il protocollo è Regolarmente registrato in  clinicaltrials.gov

https://clinicaltrials.gov/ct2/show/study/NCT02604784#contacts

E’ una nuova via per eseguire la chemioterapia intraperitoneale che  aumenta l’efficacia della chemioterapia sistemica nei tumori ovarici ( sono noti i papers del Memorial Sloan Ketterin di New York -> Armstrong D.K.). E’ molto poco invasiva (due notti di ricovero) , senza complicanze e ben accettata dalle pazienti.
Nel protocollo si arruolano pazienti con carcinosi peritoneali causate da altre neoplasie.
Le parole del Dott De Simone credo siano molto piu’ chiare delle mie spiegazioni
Potete capirne di piu’ guardando questo video
https://www.youtube.com/watch?v=1EjsoxcrMHo
Per maggiori informazioni e visite
Dott Michele De Simone
Direttore Chirurgia Oncologica

Istituto di Candiolo – IRCCS
Fondazione del Piemonte per l’Oncologia (FPO)
Strada Provinciale 142 Km 3,95 10060 Candiolo (TO)
Tel.  Centralino 011.9933111 -
Segreteria 011-9933630 Visite 011-9933070
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admin | 02.12.16 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- Obiettivo metastasi. Macitentan

È un insieme di segnali nelle cellule tumorali a dare il via alla corsa delle cellule stesse verso l’invasione dei tessuti che le circondano. Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE) di Roma ha scoperto un nuovo meccanismo molecolare che spiega come l’endotelina promuove la formazione delle metastasi. Lo studio condotto da Laura Rosanò, pubblicato sulla rivista Oncogene, ha messo in luce il ruolo dell’endotelina e della proteina adattatrice beta-arrestina nell’attivare un membro della famiglia delle Rho GTPasi, RhoC, nel processo di invasione del carcinoma ovarico.

Per migrare da un tumore primario, una cellula tumorale deve cambiare forma e riuscire a penetrare il tessuto connettivo circostante, conosciuto come matrice extra-cellulare. Fa tutto questo grazie a delle protrusioni, chiamate invadopodi, che rilasciano enzimi in grado di causare una degradazione della matrice che circonda il tumore.

Queste protrusioni sono guidate da filamenti di actina, che costituiscono una sorta di scheletro in grado di mantenere la struttura cellulare. Il team di ricercatori ha ora scoperto che la proteina RhoC regola l’actina in seguito all’attivazione del recettore dell’endotelina, permettendo alle cellule tumorali di invadere. Lo studio è stato finanziato da AIRC -  Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. (continua…)

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admin | 12.10.15 | Senza categoria, , , , , | 1 Comment |