- una scoperta promettente tutta Italiana

guardate il video. Spero sia davvero una svolta. Domani provo ad inserire la traduzione della scoperta direttamente dal testo scientifico.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a932e969-c68e-48fb-aef6-d95f70c0fc36-tg1.html

admin | 07.26.10 | Senza categoria, , , | No Comments |

- ancora sul te verde

Si narra sia stato l’imperatore cinese Shen Nong (2737 a.C.) a scoprire le virtù benefiche delle foglie di Tè. In seguito esso venne inserito negli erbari tradizionali come  pianta dalle capacità defatiganti e digestive (200 a.C.). Attualmente sono numerosi e frequenti gli studi in campo medico che confermano queste proprietà e ne scoprono costantemente di nuove.

 

I principi attivi del Tè

 

 LA TEINA. Il contenuto di teina dipende da diversi fattori (varietà botanica, temperatura dell’acqua di infusione e sua durata). In generale rispetto al caffè le dosi sono molto inferiori. La teina stimola le facoltà mentali, diminuisce la sensazione di fatica, favorisce la diuresi.

I POLIFENOLI. Sono contenuti maggiormente in Tè verdi, bianchi, semifermentati e Pu-Erh). L’80% dei fenoli  è rappresentato dalle catechine (EGCG in particolare). Esse hanno numerose proprietà:  antiossidanti, abbassano il livello di colesterolo e trigliceridi, prevengono alcune forme tumorali, inibiscono l’assorbimento della nicotina, diminuiscono la pressione sanguigna, prevengono la carie, calmano vomito e diarrea.

LE VITAMINE E GLI AMINOACIDI. Le vitamine idrosolubili e non termolabili presenti nel Tè sono la B1, B2, B6. Alcuni Tè verdi hanno anche un alto contenuto di vitamina C, che però si disperde se l’acqua è troppo calda. Fra gli aminoacidi, la Teanina sembra prevenire i danni ischemici neuronali.

I SALI MINERALI. Il Tè verde  è ricchissimo di minerali estremamente utili al nostro organismo quali: Potassio, Zinco, Calcio e Magnesio, Fluoro, Manganese.

Per tutte queste ragioni, è bene scegliere un buon Tè: un Tè mediocre avrà anche proprietà e gusto mediocri. I principi attivi infatti sono maggiori nelle foglie più giovani e piccole. Una corretta abitudine può essere allora quello di prediligere le qualità in foglie piuttosto che  in bustina (dove le foglie sono sminuzzate e poco visibili).

 Pubblicazione a cura di Fabiola Ruggiero – Cose di Tè – www.cosedite.it

admin | 07.18.10 | Senza categoria | No Comments |

- la scatola magica del Prof.Veronesi

UNA “scatola magica” che esplora virtualmente il corpo ed è in grado di intercettare i primi segnali di eventuali anomalie tumorali. In pratica uno screening che dura non più di 15 minuti. L’Ieo lancia una nuova sfida in campo oncologico: passare dalla diagnosi precoce alla medicina predittiva “per abbattere la mortalità e migliorare la qualità della vita”. Ad annunciare questa svolta è stato il professor Umberto Veronesi. «Si tratta di un sogno che sta diventando ipotesi scientifica grazie a una task force di 20 persone». Nello staff i grandi medici dell’Ieo, in collaborazione con ingegneri e fisici. Insieme esploreranno tutte le potenzialità dei raggi X, degli ultrasuoni e la risonanza magnetica. Lo scopo? «Definire un unico esame per tutta la popolazione, al quale sottoporsi una volta l’anno». (continua…)

admin | 07.17.10 | Senza categoria, , , | No Comments |

- Partita a febbraio la scuola superspecializzata di chirurgia in oncologia ginecologica

2010: Apre la Scuola Europea di Chirurgia Addomino-Pelvica in

Ginecologia Oncologica (ESAGON) all’Istituto Europeo di Oncologia -

Milano

Il 14 Novembre 2009 è stata inaugurata c/o l’Istituto Europeo di Oncologia la

Chirurgia Addomino-Pelvica in Ginecologia Oncologica

formazione ed innovazione chirurgica.

Il Prof.

scuola rimarcando il ruolo ancora molto attuale e decisivo della chirurgia in oncologia ed

l’importanza del training in chirurgia per le nuove generazioni.

Scuola Europea di. In tale occasione si è discusso diUmberto Veronesi, Direttore Scientifico dell’IEO, ha introdotto la giornata inaugurale dellaPaul Morrow

modo panoramico l’evoluzione del training in chirurgia, da come veniva realizzato in passato negli

Stati Uniti sino al sistema attuale di fellowship in oncologia ginecologica, iniziato nel 1973. Morrow

ha concluso la sua relazione suggerendo quelli che, a suo giudizio, sono gli elementi più importanti

di un training chirurgico: 1) la qualità e l’impegno del discente; 2) la qualità ed il coinvolgimento del

docente (mentor); 3) la qualità e la quantità di casi chirurgici; 4) la durata del training.

, Professore in Ginecologia Oncologica alla UCI di Los Angeles, ha presentato inJohn Shepherd

cosa si richiede al chirurgo pelvico nel XXI secolo”, ha sottolineato ancora una volta l’importanza di

una super-specializzazione del medico. Oggigiorno il chirurgo esercita la sua professione in un

mondo sempre più popolato, con un’aumentata aspettativa di vita ed una richiesta di risultati

sempre più favorevoli in termini di cura, con una innovazione tecnologia costante ma anche

sempre più costosa. Al medico oggi viene richiesto non solo di salvare vite ma soprattutto di

ritardare la morte. In questo contesto, il chirurgo pelvico si caratterizza per il suo peculiare ruolo

che necessita di un training complesso e diversificato e soprattutto di capacità di integrazione con

altre discipline. Il chirurgo pelvico di oggi ha a disposizione, rispetto al passato, migliori

conoscenze di fisiologia e di patologia, raffinati strumenti tecnologici per il training, incluso l’utilizzo

di simulatori, innovative tecniche chirurgiche mini-invasive, quali la laparoscopia e la chirurgia

robotica, nuovi farmaci, moderni strumenti per

Nella giornata inaugurale della Scuola si è anche discusso con

ginecologia alla Mayo Clinic di Rochester US, dell’expertise richiesto per la chirurgia addominopelvica

nella cura della neoplasia ovarica avanzata. (continua…)

admin | 07.17.10 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Un mab (Avastin) contro l’angiogenesi

Dicono che visulizzare il proprio tumore e immaginare la sua morte grazie ai medicinali aiuti il nostro sistema immunitario a farlo davvero.Io questo non lo so, pero’ credo che questo filmato faccia molto chiaramente capire come funziona un mab che, in poche parole, fa morire di fame il tumore che non ha piu’ vasi per alimentarsi. Bastano le immagini….

http://www.youtube.com/watch?v=3xmlYr1AGx8&feature=related

admin | 07.17.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

-Farletuzumab bloccatumore al Niguarda

Nuove e incoraggianti notizie arrivano dalla ricerca:
l’anticorpo monoclonale Farletuzumab,secondo i risultati della sperimentazione di fase 2, legandosi a specifici recettori, induce la regressione del tumore ovarico in caso di recidive. Adesso il via alla terza e ultima fase di sperimentazione in cui si cercherà conferma dell’efficacia su un campione più ampio.

Il carcinoma ovarico nel mondo colpisce 17 donne ogni 100.000, ed è la seconda forma più comune di tumore ginecologico con un’incidenza in continuo aumento.
Esordisce tra i 50 e i 70 anni, anche se nei casi di familiarità (10% dei totali) l’insorgenza può essere più precoce, intorno ai 40 anni.
Il suo esordio è asintomatico e nel 70% delle pazienti la diagnosi avviene ad uno stadio avanzato di malattia. Quando il dolore addominale, di frequente associato ad un senso di pesantezza e disturbi gastrici vaghi dell’addome o della pelvi, compare, molto spesso la malattia è già conclamata.

Fortunatamente le terapie non mancano.

Rimane d’elezione l’intervento chirurgico,per l’asportazione della massa tumorale, abbinata alla chemioterapia.
A Niguarda le pazienti possono avvalersi della competenza chirurgica di una Ginecologia altamente specializzata in questo tipo di intervento. Non solo, nei casi in cui la localizzazione interessi differenti distretti corporei, a scendere in campo vi è anche l’èquipe di Urologia o della Chirurgia Generale.
Anche grazie a questa sinergia la remissione della malattia del tumore è piuttosto alta, pari al 75% dei casi.

Purtroppo a due anni dall’intervento una donna su due è recidiva con la stessa patologia. A questo punto le pazienti dovrebbero sottoporsi ad un nuovo programma di chemioterapia, ma purtroppo l’efficacia è di molto inferiore rispetto al trattamento iniziale. Si ritorna su percentuali che si avvicinano al successo del primo ciclo terapeutico (73,8%), se alla chemioterapia per le recidive viene aggiunta l’assunzione del Farletuzumab (continua…)

admin | 07.16.10 | Senza categoria, , , , , , | 1 Comment |