- Si avvicina Natale. Anche chi e’ malata ha diritto di essere bella!!!!

Ho trovato questo sito per caso. Lo so, non e’ il massimo regalare un turbante ad un’amica, una mamma o una persona cara in chemioterapia. Ma e’ un modo per sdrammatizzare e per togliere il pensiero di procurarsene uno. E sono bellissimi…un po’ cari forse ma ne vale la pena! il sito e’ questo http://www.italwig.com/catalogo_turbanti.php  

Spero di esservi stata utile!

admin | 11.25.10 | Senza categoria | No Comments |

- Trattamento personalizzato per il carcinoma ovarico

I ricercatori hanno dimostrato che le mutazioni puntiformi in una singola lettera del codice genetico che conducono alla nascita e crescita delle cellule cancerogene possono essere identificate con successo nel carcinoma ovarico in stadio avanzato, utilizzando una nuova tecnica chiamata OncoMap. La scoperta apre la strada a trattamenti personalizzati, in cui vengono identificate le mutazioni specifiche e i trattamenti migliori per bloccare la crescita del tumore.

IMPORTANTE: il resto dell’articolo che e’ di importanza rilevante verra’ tradotto fra qualche giorno, nel frattempo potete leggerlo in inglese nella fonte citata sotto!

Fonte : The above story is reprinted (with editorial adaptations by ScienceDaily staff) from materials provided by ECCO-the European CanCer Organisation, via EurekAlert!, a service of AAAS.The above story is reprinted (with editorial adaptations by ScienceDaily staff) from materials provided by ECCO-the European CanCer Organisation, via EurekAlert!, a service of AAAS.

admin | 11.25.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- Risposta dell’AIFA sulla sperimentazione

il 14  novembre avevo scritto all’AIFA:

Buongiorno,
 
“gestisco un sito, puramente informativo e a carattere generale, per aiutare le donne malate di carcinoma ovarico ad ottenere tutte le informazioni aggiornate sulla loro patologia e le ultime scoperte a riguardo. www.carcinomaovarico.it
Un famoso oncologo Italiano mi ha suggerito di aggiungere al mio sito un link sul tutti i trial clinici presenti nella sezione a loro dedicata del vostro sito.
Credo sia utilissimo e spero non abbiate nulla in contrario.
 
Vi chiedo pero’ alcune informazioni necessarie
 
1. Dove si possono reperire i dati dei risultati delle ricerche concluse?
2. Perche’ di quelle in corso non scrivete anche la data di chiusura del trial?
3. Se sono trial effettuati a livello Europeo o internazionale perche’ non aggiungete anche i dati dei centri di ricerca all’estero?
 
GRazie mille per la collaborazione
 
Ecco la risposta:

Gentile Sig.ra Paoletti,

rispondo in merito al suo quesito relativo alla ricerca studi clinici nella sezione “Ricerca sperimentazioni cliniche” nel sito dell’Osservatorio Nazionale sulla sperimentazione clinica. Come riferito con Circolare AIFA 22 Giugno 2010 (consultabile nella sezione Help del sito) è imminente la pubblicazione del Portale della Ricerca Clinica sui Farmaci dal quale sarà possibile consultare le principali informazioni relative ai protocolli degli studi clinici (interventistici ed osservazionali) che si svolgono in Italia. L’attuale Registro delle sperimentazioni cliniche, già pubblicato dal 1° Dicembre 2005 limitatamente ad alcune informazioni, amplierà il suo contenuto dei dati consultabili in accordo ai requisiti stabiliti dell’OMS e recepiti della Commissione europea

attraverso le specifiche linee guida del febbraio 2009( http://ec.europa.eu/health/documents/eudralex/vol-10/index_en.htm ) pertanto è attualmente in corso un aggiornamento del database, in particolare per quanto riguarda lo stato di avanzamento dello studio, che sarà definito secondo tali parametri: in fase di approvazione – non approvato – aperto – concluso – sospeso temporaneamente. Per quanto riguarda invece la pubblicazione dei risultati, lo sviluppo è previsto per il 2011 coerentemente alle iniziative del Registro Europeo EudraCT.

Cordiali saluti.

Marilena Lastella

admin | 11.17.10 | Senza categoria | No Comments |

- La curcumina inibisce la crescita delle cellule tumorali ovariche

1  Cancer Biology Research Center, Sanford Research/University of South Dakota, Sioux Falls, SD 57105, USA
2  Department of Obstetrics and Gynecology, Sanford School of Medicine, University of South Dakota, Sioux Falls, SD 57105, USA

 

La resistenza alla radio e alla chemio terapia rappresenta il maggiore ostacolo nel trattamento del carcinoma ovarico in stadio avanzato. L’efficacia dei trattamenti attuali puo’ essere migliorata aumentando la sensibilita’ delle cellule neoplastiche alla chemioterapia. La curcumina e’ un componente naturale con attivita’ anticancerogena in vari tipi di cancro. Tuttavia il suo potenziale di sensibilizzazione non e’ stato ancora studiato approfonditamente nel carcinoma ovarico. Ecco perche’ abbiamo voluto dimostrare l’efficacia della curcumina nella strategia pre-trattamento al fine di sensibilizzare le cellule del carcinoma ovarico resistenti.

RISULTATI

Il trattamento con la curcumina permette di ridurre la dose di cisplatino e radiazioni necessarie per inibire la crescita delle cellule tumorali resistenti al cisplatino stesso.

Il pretrattamento alla curcumina migliora la sensibilita’ chemio/radio delle cellule del tumore ovarico A2780CP attraverso molteplici meccanismi molecolari. Quindi tale terapia migliora lapproccio terapeutico di questa neoplasia.

Fonte http://www.ovarianresearch.com/content/3/1/11

admin | 11.17.10 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Diritto di consultare le sperimentazioni cliniche. Il Prof. Veronesi risponde

Professore Buongiorno,

Ho notato che da mesi la sezione del sito Sportello Cancro che fornisce tutte le informazioni sulle sperimentazioni cliniche in corso e’ in lavorazione. Ormai sono mesi che non e’ piu’ utilizzabile.
Non mi sembra molto “giusto” anche perche’ nel frattempo potrebbero esserci stati dei trial che si sono chiusi e hanno dato buoni risultati. Credo sia un diritto sapere cosa si sta sperimentando, come va e che risultati si sono ottenuti
Un caro saluto e un grazie immenso per questo preziosissimo sito, unico nel suo genere in Italia

Cara Moira, ha ragione. Farò presente la sua segnalazione, come ho già fatto, ai responsabili di Sportello Cancro. So comunque che si sta lavorando alla riorganizzazione e alla riapertura del database e che questo servizio, data la sua importanza, richiede una preparazione molto attenta. Le segnalo comunque anche il database delle sperimentazioni dell’Agenzia Italiana del farmaco: http://oss-sper-clin.agenziafarmaco.it/cgi-bin/ossc_index_pub?FILE=area_PUB_new

 

admin | 11.13.10 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- l’AIRC ci risponde sulle cellule staminali

Gentilissima Moira,

prima di tutto complimenti per il suo impegno.

La ricerca a cui fa riferimento fa parte del Programma di oncologia clinica molecolare di AIRC di cui trova i dettagli a questo indirizzo:

http://www.airc.it/ricerca-oncologica/bando-5×1000.asp

Alessandro Massimo Gianni, capogruppo di uno dei cinque programmi, si propone di verificare l’attività anti-tumorale di cellule staminali umane, geneticamente modificate. Il progetto ha già avuto una lunga fase preparatoria grazie alla quale ora mancano solo brevi passaggi preclinici per arrivare al paziente. Il Progetto prevede di poter trattare il primo paziente nel triennio iniziale e di concludere il trattamento dei primi 18 pazienti previsti entro la seconda fase. Centrale è la figura del medico-ricercatore, in quanto ha una più vasta comprensione del problema rispetto al clinico puro e al ricercatore di base. Parteciperanno al Progetto 16 gruppi di ricerca, di cui sette dall’area clinica e nove dall’area preclinica, per un totale di 89 ricercatori (nello specifico, 21 clinici e 68 preclinici).

Se desidera ricevere aggiornamenti dalle ricerche AIRC in corso può iscriversi alla nostra newsletter: http://www.airc.it/informazioni-comunicazioni/newsletter.asp

admin | 11.12.10 | Senza categoria | No Comments |

- Innovazione in radioterapia

Dalla Silicon Valley innovazione in Radioterapia

Humanitas è il primo centro in Italia a dotarsi di un nuovissimo acceleratore lineare, che permette di erogare dosi molto elevate e mirate in pochi secondi. Una nuova possibilità di cura per i pazienti con metastasi addominali, tumori inoperabili del fegato, del pancreas, e del polmone.

 

E’ nato nella zona tecnologicamente più avanzata al mondo, la Silicon Valley in California (USA). Gli esperti lo considerano uno strumento che migliorerà la Radioterapia, consentendo trattamenti che finora non è stato possibile effettuare e curando un numero sempre maggiore di tumori in modo estremamente preciso. Con TrueBeam, attivo da pochi giorni, Humanitas fa un passo in più verso il futuro e potenzia l’area oncologica, punto di riferimento nazionale per migliaia di pazienti: è il primo centro in Italia e il terzo in Europa, dopo Zurigo e Amsterdam, a dotarsi di questo acceleratore lineare di ultima generazione. In tutto il mondo gli ospedali che dispongono di questa tecnologia sono meno di 10, riuniti in un network di collaborazione internazionale mirato a mettere a punto nuovi protocolli di trattamento basati sui dati clinici raccolti.
Imaging ad altissima risoluzione e in tempo reale nel corso della seduta radioterapica; elevatissima precisione di irradiazione, che tiene conto del movimento interno degli organi dovuto al respiro (4D); possibilità di variare l’intensità (dose-rate) facendo un trattamento a dosi localmente più elevate in minor tempo: circa due minuti per l’irradiazione del tumore, 10 in totale per la seduta, compresa la preparazione del paziente. “Sono le principali caratteristiche di TrueBeam – spiega Marta Scorsetti, responsabile di Radioterapia e Radiochirurgia in Humanitas – che ci consentirà di estendere i benefici della Radioterapia anche a pazienti che prima non potevano essere curati con questa metodica. Inoltre potremo implementare tecniche di ‘dose-escalation’ cioè di intensificazione della dose, oppure optare per l’‘ ipofrazionamento’, riducendo il numero totale delle sedute e migliorando l’efficacia del trattamento”. (continua…)
admin | 11.08.10 | Senza categoria, , , | 5 Comments |

- i peptidi contro in CO. Presto un vaccino?

Un nuovo farmaco in sperimentazione per trattare l’arterosclerosi ha dimostrato di poter inibire significativamente la crescita del tumore ovarico,sia nelle cellule umane che in quelle dei topi. Primo risultato del suo genere, in cui i peptidi sono usati contro le neoplasie, secondo lo studio dei ricercatori  dell’UCLA presso il Johnsson Comprehensive Cancer Certer. I peptidi potrebbero essere usati contro il tumore ovarico per nuove terapie-vaccini .

Lo studio segue una scoperta precedente dello stesso gruppo di ricercatori i quali hanno dimostrato che una proteina chiamata A-I (ApoA-I) puo’ essere utilizzata come marcatore nella diagnosi del tumore ovarico ai primi stadi, quando e’ asintomatico ed e’ molto piu’ semplice curarlo.

La maggior parte dei tumori ovarici sono diagnosticati quando la malattia’ e’ gia’ in stato avanzato e spesso, dopo la chirurgia e la chemioterapia diventa resistente alle terapie tradizionali” spiega il Dott. Robin Farias-Eisner, direttore di oncologia ginecologica e co-autore dello studio con il Dottor Srinu Reddy, professore di medicina.

I ricercatori hanno osservato che il apoA-I  diminuiva nei pazienti con carcinoma ovarico ai primi stadi. La proteina, uno dei maggiori componenti del HDL, il colesterolo buono, gioca un ruolo importante nel trasporto del colesterolo dalle cellule al fegato per l’estrazione dei lipidi. Siccome il trasporto dei lipidi, le infiammazioni e lo stress ossidativo sono associati con lo sviluppo e la progressione del cancro, Farias-Eisner e Reddy hanno ipotizzato che ridotti livelli di apoA-I nei pazienti malati di cancro ovarico possa essere la causa della progressione della malattia

admin | 11.04.10 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- La proteina PML responsabile della proliferazione tumorale

Alla base della moltiplicazione delle cellule maligne ci sarebbe la proteina PML. Un gruppo di ricercatori, con a capo il professor Paolo Pinton dell’Università di Ferrara in collaborazione con il professor PierPaolo Pandolfi della Harvard University di Boston ha scoperto che modificazioni della suddetta proteina proteggono le cellule tumorali e ne permettono la duplicazione.
La ricerca, che apre nuove frontiere per la lotta contro i tumori, ha dimostrato che la proteina PML ha sede non solo nel nucleo (come già conosciuto) ma anche a livello dei siti di contatto tra il reticolo endoplasmatico, deputato alla costruzione delle proteine cellulari e il mitocondrio, organulo necessario per la produzione energetica della cellula.
La proteina PML avrebbe quindi un ruolo cruciale per la comunicazione tra i due organelli e le sue alterazioni, come scoperto dai ricercatori, determinerebbero una scorretta trasmissione tra il reticolo endoplasmatico e i mitocondri, impossibilitando così la eliminazione selettiva delle cellule tumorali.
Lo studio, pubblicato su Science, è stato finanziato grazie ai contributi dell’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) ed ha visto anche la partecipazione dei ricercatori coordinati dal professor Rosario Rizzuto dell’Università di Padova e dal professor Carlo Tacchetti dell’Università di Genova e del San Raffaele di Milano.
Redazione MolecularLab.it (03/11/2010)

admin | 11.03.10 | Senza categoria | No Comments |

- La proteina MSRA un oncosoppressore che blocca il cancro

E’ stata scoperta una proteina in grado di bloccare lo sviluppo del cancro. Si tratta della proteina MsrA, un oncosoppressore, codificata dall’omonimo gene che viene attivato nei batteri in condizioni di stress causato da composti chimici. Questo gene è stato scoperto nel 2001 durante uno studio condotto su questi microrganismi che erano in grado si degradare composti tossici presenti nell’ambiente, come ad esempio i pesticidi.
Questa ricerca è stata condotta dai gruppi di ricerca del Cesi, il centro di Scienze dell’invecchiamento della fondazione Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e dell’Istituto Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. Bartolo Favaloro, coautore della ricerca e coordinatore del gruppo di regolazione genica del Cesi ha spiegato:”Nei batteri, durante la degradazione delle sostanze nocive aumentava il livello di stress ossidativo e anche la quantità di MsrA e questo faceva supporre che la proteina li proteggesse da una possibile morte causata da queste condizioni”. (continua…)

admin | 11.03.10 | Senza categoria, , , , | 4 Comments |