- Nuovo vaccino riduce il tumore ovarico nei topo dell’ 80%

Un nuovo vaccino potrebbe essere sviluppato per il trattamento di cancro alle ovaie, del colon-retto e del pancreas.

Attualmente sperimentato sui topi, “questo vaccino provoca una risposta immunitaria molto forte”, ha detto il co-autore senior Geert-Jan Boons, professore di chimica e ricercatore nel UGA Cancer Center. “Attiva il sistema immunitario per ridurre le dimensioni del tumore in media del’80 per cento”.

Il vaccino, descritto questa settimana sulla prima edizione della rivista Proceedings of National Academy of Sciences, rivela una strategia promettente per il trattamento di tumori che condividono lo stesso tipo di carboidrati prodotti, tra cui tumori dell’ovaio e del colon-retto.

Quando le cellule diventano cancerose, gli zuccheri presenti nelle loro proteine ​​di superficie subiscono variazioni che le distinguono dalle cellule sane. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di attivare il sistema immunitario per fargli riconoscere queste differenze e permettergli di distruggere le cellule cancerogene, piuttosto che le cellule normali. Ma dal momento che le cellule tumorali hanno origine all’interno del corpo, il sistema immunitario in genere non le riconosce come estranee.

I ricercatori hanno sperimentato un nuovo vaccino nei topi, che come gli esseri umani sviluppano tumori che iperesprimono una proteina nota come MUC1 sulla superficie delle loro cellule. La proteina tumorale si distingue da catene di carboidrati che la distinguono dalle cellule sane.

“Questa è la prima volta che viene sviluppato un vaccino che allena il sistema immunitario a distinguere e uccidere le cellule tumorali in base alle loro strutture di zucchero”, ha detto Gendler. “Siamo particolarmente entusiasti del fatto che la proteina MUC1 è stata recentemente riconosciuta dal National Cancer Institute come uno delle tre più importanti proteine ​​tumorali per lo sviluppo di vaccini”.

Gendler ha sottolineato che MUC1 si trova su oltre il 70 per cento di tutti i tumori mortali. Molti tumori, come mieloma del seno, al pancreas, alle ovaie e multiplo, esprimono MUC1 con i carboidrati brevi in oltre il 90 per cento dei casi.

Il vaccino rappresenta quasi un decennio di lavoro da parte dei Boons e il suo team. Uno studio del 2007 ha dimostrato l’efficacia del vaccino in un modello murino, e Boons è cautamente ottimista circa i suoi risultati più recenti. Nonostante i risultati promettenti nei topi, spesso questi non si traducono allo stesso modo negli esseri umani, ma Boons si è detto fiducioso che i vaccini che colpiscono le firme dei carboidrati specifici di cellule tumorali avranno un ruolo importante nel trattamento della malattia in futuro.

“Stiamo cominciando ad avere le terapie che possono insegnare al nostro sistema immunitario come combattere le cellule tumorali”, ha detto Boons. “In combinazione con la diagnosi precoce, la speranza è che un giorno il cancro diventerà una malattia gestibile”.

admin | 12.15.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Comunicazione a tutte le donne che leggono il sito

La Camargo Research – www.camargoresearch.com, ditta che collabora con primarie organizzazioni di ricerche nel settore farmacologico sta supportando una primaria società internazionale nella conduzione di studi nel settore healthcare e farmacologico nel mondo, per l’arruolamento in Italia di 5 pazienti con carcinoma ovarico in uno stato “mild to moderate” della malattia: le pazienti saranno contattate telefonicamente da esperti della società All Global per svolgere un intervista audioregistrata (solo al fine di non perdere parti essenziali dell’intervista) della durata massima di un’ ora.

Lo studio è volto a capire l’iter diagnostico-terapeutico delle pazienti affette da carcinoma ovarico, al fine di verificare eventuali criticità o positività del trattamento effettuato, comprendere meglio il carcinoma ovarico, le opzioni terapeutiche e le opinioni delle pazienti su questa tematica per poter migliorare l’efficacia dei trattamenti.

Le interviste verranno trattate con la massima riservatezza e i nominativi degli intervistati non verranno mai rivelati.
Chi vuole partecipare, puo’ inviare la sua adesione semplicemente comunicandolo per mail al mio indirizzo m_paoletti@hotmail.it Provvedero’ io stessa a comunicare i vostri nominativi alla Camargo Research che a sua volta si mettera’ in contatto con voi spiegandovi esattamente il percorso dell’intervista. Vi saranno fornite tutte le informazioni riguardo alle modalita’ dell’intervista e le finalita’ della ricerca .
Credo che il fatto che qualcuno si stia interessando a comprendere il livello qualitativo delle cure, lo stato psicologico delle pazienti e le loro critiche sia un buon passo avanti verso l’informazione piu’ chiara e consapevole di questa malattia.
Ringrazio tutte per la collaborazione
Moira Paoletti

admin | 12.10.11 | Senza categoria | No Comments |

- Dalla Mayo Clinic USA un duo di farmaci super efficaci

ScienceDaily (7 dicembre 2011) – L’uso di due farmaci in combinazione mai sperimentato prima contro carcinoma ovarico avrebbe comportato una distruzione del 70% delle cellule tumorali già resistenti agli agenti chemioterapici comunemente utilizzati. Cosi affermano i ricercatori della Mayo Clinic in Florida. Il loro rapporto, pubblicato online in Gynecologic Oncology, spiega che questa combinazione (ixabepilone e sunitinib), potrebbe offrire un’opzione di trattamento alternativa per le donne con tumore ovarico avanzato, quando cioe’ la malattia non risponde piu’ ai farmaci chemioterapici convenzionali.
Per informazioni: gcolonotero@mayo.edu

admin | 12.09.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Colpa di un gene se la chemio non funziona

Se la chemioterapia non funziona è colpa di una variante del gene KRAS

Un gene potrebbe essere la causa di cattivi risultati nel trattamento del cancro all’ovaio in alcune pazienti. La variante del gene KRAS potrebbe però diventare il target di una nuova classe di farmaci per questa patologia.

Il trattamento standard per il cancro all’ovaio è la chemioterapia a base di platino, ma spesso alcune donne possono sviluppare una resistenza specifica al trattamento, che risulta in una cattiva efficacia della cura. Ma alcuni ricercatori dell’Università di Yale promettono che da oggi sarà possibile riconoscere quali donne reagiranno male al trattamento. Come? Tramite un’analisi genetica. I ricercatori hanno infatti dimostrato, in uno studio apparso sulla rivistaOncogene (del gruppoNature), che sarebbe una piccola variante dell’oncogene KRAS – uno di quelli che regolano la distruzione cellulare – la responsabile della cattiva risposta alla chemioterapia.

La modificazione genetica sarebbe presente in circa il 12-15% delle donne di origine caucasica e nel 6% di quelle africane,nonché addirittura in un quarto di tutte coloro che sviluppano cancro alle ovaie. Le pazienti che presentano il biomarker appena scoperto dimostrerebbero di avere una probabilità tre volte maggiore di sviluppare resistenza al trattamento a base di platino. Inoltre, le donne in menopausa con la particolare variante dell’oncogene KRAS hanno anche tassi di sopravvivenza minori.
“Ciò ci aiuta a identificare le donne che hanno un rischio maggiore di sviluppare resistenza alla chemioterapia e quelle che avranno maggiori probabilità di ottenere i risultati peggiori con il trattamento”, ha spiegato Joanne Weidhaas, docente di radiologia terapeutica allo Yale Cancer Center. “Non ci sono molte varianti genetiche che possono farlo”.
Il biomarker affascina gli scienziati perché non agisce in un area del Dna che codifica per proteine, ma modifica il modo in cui il microRna controlla l’espressione genica.
Secondo i ricercatori, questa nuova scoperta è promettente. “Potremmo sviluppare diversi farmaci che hanno come target proprio il gene KRAS e i pathway a lui associati”, ha detto la ricercatrice, che è stata la coordinatrice della ricerca appena pubblicata.
In test di laboratorio, infatti, i ricercatori hanno bloccato l’espressione di questo gene, riducendo significativamente la crescita delle cellule tumorali. E questo, secondo gli scienziati, non sarebbe che il preludio alla cura delle pazienti di cancro all’ovaio.

admin | 12.09.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |