- La Dott.ssa Colombo spiega il tumore ovarico

http://www.youmed.it/it/video/il_tumore_dell_ovaio_un_killer_silenzioso.html

http://www.youmed.it/it/video/le_nuove_strategie_contro_il_tumore_ovarico.html

admin | 06.28.12 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Nei geni la terapia del futuro

(ANSA) SYDNEY, 26 GIU – Le donne che soffrono di cancro alle ovaie dovrebbero sottoporsi a screening per individuare possibili mutazioni genetiche, sostengono ricercatori australiani, dopo uno studio che dimostra come i geni possano far prevedere l’efficacia dei trattamenti. Secondo lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, il 14% delle donne con cancro alle ovaie ha una mutazione nei geni BRCA1 e BRCA2, ma il 44% di queste non ha precedenti in famiglia di cancro al seno o alle ovaie e pertanto non si sottopone a screening. I ricercatori del Centro Peter MacCallum per il Cancro di Melbourne hanno osservato che le donne con tale mutazione hanno un tasso di sopravvivenza del 55% dopo cinque anni, contro un tasso del 40% fra le donne senza la mutazione. Lo screening e’ importante – scrive l’oncologa clinica Gillian Mitchell che ha guidato lo studio – perche’ la mutazione puo’ determinare sia la prognosi della paziente, sia il trattamento piu’ efficace. Le donne con la mutazione rispondono meglio alla chemioterapia al platino, la piu’ usata per trattare il cancro alle ovaie, che dovrebbe essere continuata anche se non riesce nel breve termine. ”Finora se il tumore ricorre dopo un certo periodo dopo l’ultima dose di platino, la paziente e’ ritenuta resistente al trattamento, che viene interrotto. Ma lo studio indica che se il trattamento viene ripreso, anche poco dopo, la risposta puo’ essere positiva. Lo studio indica inoltre che le donne con la mutazione rispondono meglio anche ad altre forme di chemioterapia, prosegue la studiosa. I risultati hanno importanti implicazioni per future sperimentazioni di farmaci per trattare il cancro alle ovaie. Nella prossima fase, la ricerca cerchera’ di individuare quali donne hanno le mutazioni BRCA e quindi maggiori probabilita’ di sopravvivenza, e quali no
admin | 06.27.12 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- un laboratorio per rilevare i marcatori tumorali velocemente e con precisione

Unisce la fisica, le bio e nanotecnologie e la clinica il nuovo Laboratorio di biofotonica clinica e nanomedicina-Labion, sviluppato dal Polo tecnologico della Fondazione Don Gnocchi di Milano e inaugurato oggi, che consentirà esami più veloci e cure personalizzate. Grazie all’uso delle nanotecnologie combinate con l’uso di sonde luminose (nano-bio-fotonica) il laboratorio dispone di nuove tecniche in grado di rilevare i biomarcatori di una malattia ad una concentrazione anche 100mila volte minore rispetto a quella consentita dalle tecniche attualmente in uso, fornendo risultati in pochi secondi. «Il biomarcatore è una spia della malattia – spiega Furio Gramatica, responsabile del Polo Tecnologico – Il problema è che le tecniche diagnostiche tradizionali consentono di rilevare i livelli di biomarcatori fino ad una certa soglia. Sotto questa, non si sa se la malattia, come il cancro, sia effettivamente scomparsa grazie alle terapie, o ne sia rimasta una parte minima residua. Con la tecnologia che usiamo nel laboratorio Labion possiamo andare sotto questa soglia». (continua…)

admin | 06.21.12 | Senza categoria | No Comments |

Avastin raddoppia la sopravvivenza libera da recidive

Cancro ovarico: l’aggiunta di bevacizumab (Avastin *) alla chemioterapia standard raddoppia sopravvivenza libera da progressione

L’aggiunta di bevacizumab (Avastin *) alla chemioterapia standard raddoppia sopravvivenza libera da progressione in uno studio di fase III randomizzato di donne con  carcinoma ovarico platino-resistente. “Questi risultati sono molto significativi perché l’aggiunta di bevacizumab offre una nuova opzione di trattamento per il 20 per cento delle donne che hanno sviluppato resistenza al platino”ha detto l’autore dello studio, Eric Pujade- Lauraine, MD, PhD,

professore, Université de Paris Descartes, Francia e capo del gruppo d’Investigateurs Nationaux pour l’Etude des Cancers Ovariens (GINECO),  “Per la prima volta nel carcinoma ovarico platino-resistente , siamo stati in grado di migliorare significativamente la sopravvivenza libera da progressione, con una terapia di combinazione.” 

Lo studio randomizzato ha valutato il bevacizumab aggiunto alla chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia in 361 pazienti con carcinoma ovarico epiteliale, alle tube di Falloppio o nei carcinomi peritoneali primari, con progressione della malattia entro sei mesi dalla loro ultima dose della terapia con platino. Tutti i pazienti hanno ricevuto uno dei tre farmaci chemioterapici standard normalmente offerti in questa impostazione-paclitaxel settimanale, topotecan o doxorubicina liposomiale pegilato. Questi trattamenti sono ugualmente efficaci nel trattamento per il cancro ovarico resistente e differiscono solo nei loro tossicità. I ricercatori hanno selezionato la chemioterapia sulla base di precedenti esperienze di ogni paziente con i farmaci. 

Dopo un follow-up mediano di 13,5 mesi, il 75 per cento (135 su 179) dei pazienti che ha ricevuto bevacizumab in aggiunta alla chemioterapia hanno avuto una recidiva, rispetto al 91 per cento (166 su 182) che ha ricevuto la sola chemioterapia. 

Gli eventi avversi sono risultati più elevati nel gruppo bevacizumab.  ipertensione di grado 2 (20 per cento contro 7 per cento), proteinuria (11 per cento contro l’1 per cento), perforazioni gastrointestinali (2 per cento vs 0), e fistole o ascessi (2 per cento contro 0). Per gli altri eventi avversi maggiori di grado 3, i bracci dello studio erano equivalenti. 

 Gli studi futuri possono verificare quando e quanto tempo e’ possibile curare la malattia con questo agente. 

 

 

admin | 06.04.12 | Senza categoria, , , , | No Comments |