un giorno che mi torna sempre in mente

nel novembre 2007 mia madre si sottopose al famoso intervento di second look: stava bene! la chemio aveva azzerato ogni segno visibile di carcinosi peritoneale. Ci sentivamo al settimo cielo! era andata bene! Eravamo cosi grati al mondo, a Dio, a tutti e per ringraziare i tre medici che l’avevano seguita di piu’, decidemmo di preparare ad ognuno un cesto natalizio personalizzato. Ormai conoscevamo i gusti di ognuno cosi bene da poterli confezionare con la massima cura. Non nego che spendemmo un occhio…ma per mia madre anche un occhio era poco.  A due di loro li consegnammo in ospedale, ad uno dovemmo portarlo a casa. Io e mia sorella. Era un pomeriggio di primo dicembre, freddo eppure pieno di sole, per noi almeno. Lei scese dalla macchina con quell’enorme cesto in mano. Suono’ il campanello, le aprirono e si avvio’ per il vialetto della bella villa. Le venne incontro proprio il chirurgo. Lei era nascosta  dietro al pacco cosi lui non la riconobbe. Usci dalla porta e disse: “e che palle! si ricomincia con questi pacchi natalizi”…

Noi avevamo impiegato una settimana per  scegliere ogni oggetto, ogni cibo, per confezionarlo. Avevamo girato i migliori negozi della zona. E dieci parole avevano azzerato ogni entusiasmo. Ci avevano umiliate.

Sono giorni che questo episodio mi gira in testa. E volevo solo scriverlo qui.  Forse perche’ e’ Natale. A saperlo, oggi avrei speso quei soldi e quelle energie per mia madre. PErche’ fu il suo ultimo Natale in salute. Sappiate riconoscere chi ha abbastanza cuore per apprezzare i vostri gesti.

admin | 11.27.12 | Senza categoria | No Comments |

un appello a tutti gli oncologi

Questo sito ogni giorno riceve circa 100 visite.  La meta’ sono da parte di privati, l’altra meta’ sono centri di ricerca, istituti, ospedali, centri d’eccellenza per la cura dei tumori ovarici. Ecco, io mi rivolgo a loro. In questi tre anni ho conosciuto tante donne, giovani, anziane, piu’ o meno colte e piu’ o meno coraggiose. Alcune non ci sono piu’ . Altre lottano tutti i giorni contro il cancro. E lottano contro la vostra indifferenza e la vostra freddezza. Ricevo decine e decine di mail in cui mi raccontano delle loro cure, delle loro speranze e della delusione del comportamento dei medici, degli oncologi nei loro confronti. Facce disilluse, dati, statistiche, disinteresse, protocolli sterili e routine. Medici che non guardano mai gli occhi, che non hanno il coraggio di condividere il dolore o di provare a combatterlo. Che elemosinano speranze come se fossero idiozie. Elemosinano abbracci come se fossero costosi quanto un chemioterapico. Quando andai anni fa in un centro d’eccellenza a Milano per mia madre, la dottoressa guardava me, parlava (probabilmente le stesse parole dette centinaia di volte) e alzava di continuo lo sguardo verso l’orologio alle mie spalle. Duecento euro, trenta minuti. Fine. Mia madre era raccolta in mezz’ora.

Io sono stanca, arrabbiata, mi sento male per tutte le mie amiche malate. Mi sento umiliata per loro. Perche’ se e’ vero che un medico non puo’ fare sua ogni storia ed empatizzare con ogni paziente, penso che alla fine di questo strano percorso di vita sarebbe  piu’ onorevole aver versato una lacrima per una sconosciuta che aver imparato ad avere un cuore di pietra.

Imparate ad ASCOLTARE. L’ascolto passivo, senza pensare a cosa dire dopo, a cosa fare o a come porci, permette agli altri di riacquistare dignita’ di essere umano. Sentirsi tale, e non sempre e solo un malato, fa una grande differenza. Ascoltate, guardate gli occhi, le mani, il colore della pelle.

Imparate a pensare che chi vi sta di fronte ha SEMPRE qualcosa da insegnarvi. E’ il confronto che ci migliora. Siate curiosi dei vostri pazienti. Sono un bene prezioso che vi e’ concesso, non un fastidio.

Non elemosinate speranze. Perche’ non concederle e’ una presunzione che non vi spetta.

Spiegate, spiegate, spiegate!!!! Meta’ delle donne malate e dei loro familiari potrebbero sostenere un esame universitario di oncologia di base. La disperazione ci porta a studiare, ricercare, capire piu’ di quanto crediate. Allora trattateci come delle TESTE e non solo CORPI.  E per spiegare a qualcuno al nostro stesso livello, ci si siede faccia  a faccia, senza scrivanie a separarvi e senza paure.

Non impietritevi nelle vostre posizioni verso le terapie alternative o parallele. Semmai spiegate il perche’ dei vostri pareri e dei vostri punti di vista.

Avete un potere immenso. Quello del camice. Una vostra parola, un vostro conforto, una vostra rassicurazione contano come una terapia.

La mia ginecologa, dopo ogni visita di controllo, mi saluta abbracciandomi e baciandomi sulle guance. Sa che io ho paura e non smettero’ mai di averne. Ma il suo abbraccio mi libera, mi da la certezza che lei e’ con me e tiene alla mia salute. Abbracciate, stringete le mani, carezzate spalle. Si fa con i bambini, perche’ e’ cosi difficile farlo con i grandi???

Siate UMANI. Semplicemente umani. E se significa stare male ed essere coinvolti nella vita e nel dolore delle vostre pazienti…ricordatevi che per loro e’ la medicina piu’ potente.

Grazie

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admin | 11.14.12 | Senza categoria | 10 Comments |

- Chirurghi e ginecologi a scuola allo IEO

Chirurghi e ginecologi di tutto il mondo ‘a scuola’ all’Istituto europeo di oncologia di Milano. Da lunedi’ a venerdi’ prossimi, l’Ieo ospitera’ una settimana di formazione e studio contro il tumore dell’ovaio, una malattia ancora altamente letale perche’ diagnosticata tardi e molto aggressiva: la mortalita’ e’ oggi del 70%.

In Italia e’ la prima causa di morte per tumore ginecologico. L’iniziativa e’ stata organizzata – spiega una nota – attraverso la scuola Esagon (European School of Abdominal Pelvic Surgery in Gynecologic Oncology), la scuola di chirurgia ginecologica in oncologia nata nel 2009. Ogni anno, l’Ieo riceve, all’interno della formazione Esagon, ginecologi da tutto il mondo, visto che la scuola e’ un punto di riferimento internazionale. “Tra le missioni di Ieo – afferma l’amministratore delegato Mauro Melis – la formazione all’eccellenza di medici e ricercatori in tutto il mondo e’ prioritaria: un istituto internazionale ha il desiderio e il dovere di condividere le proprie acquisizioni scientifiche per consentire l’avanzamento delle conoscenze e l’aumento sempre piu’ rapido della qualita’ delle cure anti-cancro”. Nei primi tre giorni di corso la scuola ospitera’ gli studenti iscritti ai corsi annuali, il corpo docente Ieo e Karl Podratz, della Mayo Clinic negli Usa; giovedi’ e venerdi’ la scuola si aprira’ a tutti i chirurghi e ginecologi che potranno connettersi in streaming in collegamento da oltre 16 Paesi, con possibilita’ di assistere, dialogare e partecipare ai convegni e dibattiti su temi relativi al trattamento del carcinoma ovarico. Il corso annovera docenti quali Dennis Chi, chief Gynecology Oncology del Memorial Sloan Kettering Center di New York; William Helm, dell’universita’ di San Louis, e Jalid Sehouli, dell’universita’ di Berlino.

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admin | 11.06.12 | Senza categoria, , , , | 1 Comment |