- un farmaco per far morire di fame i tumori

Sfruttare la “fame” di grassi delle cellule tumorali per bloccarne il metabolismo. Un team italiano ha dimostrato che è possibile bloccare farmacologicamente il metabolismo delle cellule tumorali, colpendole selettivamente.
Il gruppo di lavoro è tutto italiano, guidato da Lorenzo Montanaro dell’Università di Bologna e da Gianfranco Peluso dell’Istituto di biochimica delle proteine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibp-Cnr) di Napoli, e si è formato circa 10 anni fa su intuizione del fondatore della Sigma-Tau, Claudio Cavazza. (continua…)

admin | 04.09.13 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

La Ricerca di Marco sulla Immunoterapia

Il nostro amico del Blog, Marco, ha sapientemente e ammirevolmente raccolto tutto il materiale delle sue ricerche sulla immunoterapia per il tumore ovarico. Siccome lo trovo veramente interessante, lo pubblico come articolo, cosi che tutti possano leggere gli ultimi aggiornamenti su questo fronte della lotta contro il cancro e cosi che tutti si rendano conto che ci sono persone che hanno messo il loro intelletto  e le loro capacita’ al servizio di coloro che ne hanno bisogno. Senza chiedere niente ed umilmente.  Grazie Marco. Qui sotto il suo articolo

La stragrande maggioranza dei tumori viene trattata, dopo la diagnosi, con la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia, da sole o variamente combinate tra di loro (trattamenti classici).

(continua…)

admin | 04.08.13 | Senza categoria, , , , , | 1 Comment |

- i PARP inibitori per il CO platino resistente

3 Aprile 2013 – L’uso di PARP (poli ADP-ribosio polimerasi) inibitori può essere una nuova
strategia di trattamento per i pazienti con tumori diventati resistenti alla chemioterapia
standard con cisplatino, secondo i dati di uno studio preclinico pubblicato in Cancer
Research, una rivista della American Association for Cancer Research.
“Il cisplatino è uno dei tradizionali chemioterapici antitumorali più utilizzati”, ha detto Guido
Kroemer, MD, Ph.D., professore presso l’Università Paris Descartes di Parigi, Francia.
“Purtroppo, la maggior parte dei pazienti rispondono solo transitoriamente alla terapia con
cisplatino, perché le loro cellule tumorali sviluppano modi per resistere agli effetti della
terapia.”
Kroemer e colleghi hanno cercato di identificare i cambiamenti biochimici che si presentano
nelle cellule tumorali diventate resistenti al cisplatino, nella speranza che le informazioni
potessero fornire indizi a potenziali nuove terapie. Si sono concentrati nella loro ricerca sul
tumore del polmone “non a piccole cellule” (NSCLC) che è la principale causa di morbilità e
mortalità per cancro nel mondo e dove i pazienti sono spesso trattati con cisplatino. I
ricercatori hanno così scoperto che la maggior parte delle linee di cellule NSCLC resistenti
al cisplatino avevano alti livelli della “proteina poli (ADP-ribosio) polimerasi 1″ (PARP1) ed
anche di di “poli (ADP-ribosil)” (PAR). Inoltre hanno scoperto che il PARP1 era iperattivato.
Essi hanno osservato risultati simili per le linee cellulari tumorali cisplatino-resistenti del
mesotelioma, del carcinoma ovarico e della tumore della cervice .
Quando linee cellulari cisplatino-resistenti NSCLC con alti livelli di PARP1 iperattivata e
PAR sono state esposte a ciascuno di due distinti PARP inibitori: le linee cellulari hanno
avviato un processo cellulare che ha provocato la loro morte. Alti livelli di PAR erano più
predittivi di risposta ai PARP inibitori che i livelli della stessa PARP1, suggerendo che PAR
può essere un biomarker efficace di risposta al cisplatino, secondo Kroemer.
Lui ei suoi colleghi hanno poi esaminato se il trattamento con un PARP inibitore ha avuto
influenza sulla crescita dei tumori nei topi xenotrapiantati con linee cellulari umane di
NSCLC. Hanno trovato che il trattamento ha significativamente rallentato la crescita del
tumore.
“I nostri dati mostrano che, nella maggior parte dei casi, la resistenza al cisplatino è legata a
stereotipati cambiamenti biochimici nelle cellule tumorali che le rendono vulnerabili ai
PARP-inibitori ” ha detto Kroemer. “Questo ha chiare implicazioni per lo sviluppo di nuovi
regimi di trattamento e di biomarcatori di risposta al cisplatino. Stiamo seguendo queste
interessanti possibilità cliniche nel nostro laboratorio.”

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admin | 04.04.13 | Senza categoria | 1 Comment |

- Creati per la prima volta i linfociti T che combattono il cancro

Ricercatori giapponesi sono riusciti per la prima volta a creare  cellule del sistema immunitario chiamate linfociti T killer che possono avere cellule tumorali come bersaglio. Le cellule killer sono ottenute da cellule staminali pluripotenti indotte (cellule iPS). In futuro i ricercatori sperano di riuscire a produrre sufficienti quantitativi di cellule killer da poter iniettare al paziente per sconfiggere non solo il cancro, ma anche il virus dell’HIV.

Per creare queste cellule killer, la squadra del Centro di ricerca giapponese RIKEN ha dovuto riprogrammare linfociti T specializzati ad uccidere un certo tipo di tumore, in cellule iPS. Le cellule iPS hanno quindi generato linfociti T cancro-specifici completamente attivi. Questi linfociti rigenerati da cellule iPS potrebbero potenzialmente servire come terapia futura contro il cancro, affermano i ricercatori.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che i linfociti T killer prodotti in laboratorio con metodi convenzionali sono inefficaci nell’uccidere le cellule tumorali, soprattutto perché hanno una breve durata di vita, il che limita il loro uso come trattamento per il cancro. Per ovviare a questi problemi, i ricercatori giapponesi guidati da Hiroshi Kawamoto, che hanno presentato i loro risultati nella rivista Cell Stem Cell il 4 gennaio, hanno riprogrammato linfociti T killer umani maturi in cellule iPS e studiato come queste ultime si differenziano.

Il team ha indotto linfociti T killer specifici per un certo tipo di cancro della pelle a riprogrammarsi  in cellule iPS, esponendo i linfociti ai ‘fattori Yamanaka’, un gruppo di composti che inducono le cellule a tornare ad uno stato non specializzato, di pluripotenza. Le cellule iPS ottenute sono state poi coltivate in laboratorio e indotte a differenziarsi in linfociti T killer di nuovo. Questo nuovo gruppo di linfociti T ha dimostrato di essere specifico per lo stesso tipo di cancro della pelle, esattamente come i linfociti originali: hanno mantenuto cioé la riorganizzazione genetica, consentendo loro di esprimere il  recettore presente sulla loro superficie, che era cancro-specifico. I nuovi linfociti T hanno anche dimostrato di essere attivi per produrre una sostanza anti-tumorale, il gamma interferone.

“Siamo riusciti a l’espansione di antigene-specifiche cellule T, rendendo le cellule iPS e differenziazione di nuovo in cellule T funzionali. Il prossimo passo sarà quello di verificare se queste cellule T possono uccidere selettivamente le cellule tumorali, ma non le altre cellule del corpo. Se lo fanno, queste cellule potrebbero essere iniettate direttamente nei pazienti per la terapia. Ciò potrebbe essere realizzato in un futuro non troppo lontano. ” spiega il dottor Kawamoto.

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admin | 04.04.13 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- Curare il cancro dolcemente

Il padre di questa nuova cura è il dottore D’Abramo, che sarà ospite del Crom

Una nuova, semplice e rivoluzionaria terapia per combattere il cancro. La rivoluzione sta nell’usare soltanto farmaci “innocui”, cioé farmaci leggeri e poco “devastanti” per l’organismo umano come invece è la chemioterapia. Una cura che deve essere ancora autorizzata e ufficializzata, ma che è stata già brevettata e sperimentata con successo. Il padre di questa cura è il dottore Emanuele Ugo D’Abramo, che venerdì parteciperà ad un convegno nel centro ricerche oncologiche di Mercogliano, il Crom.

«Ho avuto due o tre fortune – rivela in anteprima spiegando la genesi della sua cura -. La prima fortuna è stata quella di avere un nonno farmacista, un padre farmacista, scrittore, giornalista politico, fondò e diresse per due anni il “Molise Avanti” durante il fascismo, sino a quando ha potuto; una sorella farmacista laureata con 110 e lode e la mia iscrizione a Farmacia per la seconda laurea, per la quale ho dato tutti gli esami rinunciando agli ultimi due perché ho avuto un interinato medico e la Farmacia non mi interessava più». (continua…)

admin | 04.04.13 | Senza categoria, , , , , | No Comments |