- Qualcuno risponde alle nostre richieste

Ecco cosa ha risposto Sportello Cancro alla nostra richiesta di nominativi di centri in cui e’ possibile chiedere la IP

“Non capisco perchè vi chiedo di chemioterapia intraperitoneale e mi rispondete parlando di HIPEC.
La chemioterapia IP è raccomandata da NCI fin dal 2006 : http://ctep.cancer.gov/highlights/docs/clin_annc_010506.pdf ed è stata di nuovo oggetto di raccomandazione al recente meeting SCO di Los Angeles.
Lei stessa, quale dirigente del MITO Group, dovrebbe conoscere e raccomandare questa scelta:

http://www.mito-group.it/index.php/it/documenti-utili?download=36%3Aruolo-della-chemioterapia-intraperitoneale-nel-tumore-dellovaio

Invece domandare in Italia di chemio-IP – cioè gold standard di terapia nel mondo – pare la ricerca della pietra filosofale.
Torno a chiedere, ed augurerei stavolta risposta coerente: quali sono i centri italiani che fanno chemio-IP cui indirizzarsi.
Grazie”

Sideri lunedì, 10 giugno 2013
Salve!
La chemioterapia intraperitoneale viene eseguita in numerosi centri in Italia: la Cattolica di Roma, il Sant’Orsola a Bologna, a Genova, a milano presso san Raffaele ed Istituto Tumori; non rappresenta lo standard di cura se non in alcune situazioni cliniche specifiche.

admin | 06.13.13 | Senza categoria, , | 1 Comment |

SOTTOSCRIVI IL NOSTRO APPELLO AL MINISTERO DELLA SALUTE.

E’ già dal 2005 che il National Cancer Institute negli USA ha emanato un annuncio straordinario in tema di terapia del tumore ovarico: la raccomandazione della chemioterapia intraperitoneale con carboplatino e taxolo piuttosto che endovenosa per le donne malate di cancro ovarico.
Ormai gli studi al riguardo si sono moltiplicati e l’evidenza sperimentale è tale, sia in termini di periodo libero da malattia che di sopravvivenza complessiva, che l’ultimo congresso SGO di Los Angeles di Marzo 2013 ha definito “poco etico” non proporre alle donne malate questa opzione terapeutica.
http://www.carcinomaovarico.it/2013/03/sopravvivenza-piu-lunga-con-la-chemio-ip/
Nonostante ciò la posizione della nostra medicina “ufficiale” è questa:
“La somministrazione intraperitoneale (IP) di farmaci chemioterapici offre la possibilità di somministrare una terapia nella sede dove il tumore origina e si diffonde, riducendo al minimo gli effetti collaterali sistemici. Lo studio GOG 172 ha dimostrato che la terapia IP è associata con una maggiore sopravvivenza nelle pazienti già operate e chemiotrattate con terapia endovenosa, in confronto con il singolo trattamento endovenoso; tuttavia lo studio ha suscitato qualche perplessità per la tossicità riportata, tanto che meno della metà delle pazienti ha potuto completare il trattamento sperimentale (42% delle pazienti elegibili)”
Peccato che molti farmaci, ben peggio tollerati della chemioterapia intraperitoneale, vengano introdotti in terapia in Italia senza scrupoli aggiuntivi, nonostante costi proibitivi per il nostro S.S.N.
Farmaci che, messi a confronto con i risultati della chemioterapia intraperitoneale, ben poca ragione avrebbero di essere utilizzati con qualche vantaggio.
Noi crediamo che siano le donne a poter e dover decidere la terapia per loro più adatta, se adeguatamente informate dei rischi eventuali: la chemioterapia intraperitoneale, infatti, può essere dura da sopportare, ma certo pone meno rischio di eventi fatali che quelli correlati a farmaci anti-VEGF di recente introduzione in terapia.
Chiediamo quindi ai nostri lettrici/lettori di sottoscrivere e diffondere l’appello presente a questo indirizzo
http://firmiamo.it/chemio-ip–una-scelta-di-cura-anche-per-il-tumore-ovarico

cosi che le donne possano scegliere in maniera informata la terapia migliore per loro.
Tale appello verrà poi inviato al Ministero della Salute, perché si faccia promotore di informazione adeguata e dell’offerta di chemioterapia intraperitoneale anche nei nostri ospedali.
Nei confronti della terapia intraperitoneale è purtroppo in atto una censura da parte di una certa classe medica, ben più interessata a promuovere gli ultimi costosissimi ritrovati della ricerca farmaceutica, piuttosto che rimedi così efficaci, arrogandosi così il diritto di decidere al posto delle donne.

Diverse nostre lettrici ci hanno segnalato, infatti, il colpevole e significativo silenzio dei maggiori e piu’ conosciuti portali Italiani sul cancro alle loro ripetute domande e sollecitazioni al riguardo.
Firmate la petizione. La scelta terapeutica DEVE essere nelle vostre mani. E solo l’informazione e la totale disponibilita’ di ogni opzione di cura vi permette di scegliere.
Grazie a tutte

Se vuoi partecipare alla discussione generale sul carcinoma ovarico collegati al nostro BLOG! http://www.carcinomaovarico.it/blog/

admin | 06.06.13 | Senza categoria | No Comments |