IMPORTANTE COMUNICATO SUL VACCINO CONTRO IL CO

Silver, uno dei nostri blogger piu’ attivi, ha ricevuto dalla Penn University, che  sta sperimentando il vaccino contro il tumore ovarico, il messaggio mail che riporto sotto. Se siete interessati e volete contattarli personalmente, in fondo all’articolo trovate mail e numero di telefono. Sto comunque raccogliendo tutte le possibili domande che possiamo rivolgere alla Penn University per capire come si svolge questo esame (costi, tempi, modalita’ di accesso, attuazione inseme a chemio gia’ in corso etc).  Potete utilizzare il blog per porre altre domande che inviero’ a nome del sito in un’unica mail

Vaccino personalizzato per pazienti affette da tumore ovarico.

Cari amici e famiglie,

il Centro di ricerca per il tumore ovarico ha creato un vaccino a due fasi per pazienti con tumore ovarico in recidiva.

Come funziona: viene sviluppato un vaccino personalizzato, dalle stesse cellule tumorali del paziente, per tenere a bada il tumore. L’aspetto rilevante e’ che le cellule tumorali si differenziano da quelle normali del nostro corpo cosi da permettere al sistema immunitario ospite di riconoscerle e di attaccarle.

I pazienti hanno la possibilita’ di ricevere il loro vaccino personalizzato con cellule T “rieducate” per aumentare notevolmente la propria risposta immunitaria.

Risultati preliminari: e’ stato osservato un beneficio clinico provocato dalla risposta del sistema immunitario nella maggiorparte dei pazienti trattati e in alcuni la risposta e’ di lunga durata

Stato dell’arte: il trial puo’ ricevere ancora nuovi partecipanti  e ha aperto un nuovo settore in cui si unisce al vaccino anche il Bevacizumab, Ciclofosfamide e Aspirina.

Come funziona: e’ richiesto un campione di tessuto tumorale (ancora vitale) per lo sviluppo del vaccino. I pazienti possono sottoporsi ad intervento sia alla Penn University che in altri centri a loro piu’ vicini.  I pazienti tuttavia devono venire alle Penn University per ricevere ripetute dosi di vaccino-

Se siete interessati al nostro trial, vi preghiamo di contattare il numero

215 615 6727  (Stati Uniti) oppure la mail OCRC.Trials@uphs.upenn.edu

Penn Ovarian Cancer Center
3400 Civic Center Blvd, SCTR Eighth Floor
Philadelphia, PA 19104
admin | 08.29.13 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- Una spiegazione chiara del Prof Garofalo sulla HIPEC

Gentile Signora Paoletti,

mi permetta di complimentarmi con Lei per il bellissimo sito sul carcinoma Ovarico.

La metodica della Peritonectomia associata alla HIPEC è stata pubblicata per la prima volta da Paul Sugarbaker nel 1989:  si tratta quindi di un intervento integrato assai complesso e relativamente recente, che è stato validato e accettato dalla comunità scientifica internazionale  quando pertinente a due malattie del Peritoneo, la Sindrome dello Pseudomixoma, a partenza di solito dai tumori dell’appendice, e il mesotelioma.

Per quanto riguarda il Tumore Ovarico, le sue caratteristiche biologiche di precoce invasività delle superfici peritoneali ne fanno il candidato ideale a questo tipo di trattamento.

Tuttavia è in corso nella comunità scientifica un ampio dibattito sull’applicazione di questa metodica alla Carcinosi Peritoneale da Carcinoma Ovarico che, pur avendo dato risultati strabilianti, almeno nella nostra esperienza, non viene a tutt’oggi accettata dalla gran parte dei Ginecologi.

Nella esperienza del Gruppo che mi onoro di dirigere è andata maturando una strategia terapeutica che si può cercare di definire a grandi linee e che si basa in primo luogo su uno strumento che pochi chirurghi usano, che è rappresentato dalla Videolaparoscopia di Stadiazione.

Questo è un vero intervento chirurgico, anche se mini invasivo, che consente, molto più precisamente di tutte le altre indagini non invasive, di stabilire con esattezza lo stadio della malattia e quindi di dare la corretta indicazione all’intervento chirurgico integrato piuttosto che alla Chemioterapia Sistemica.

In linea di massima se quindi la paziente presenta alla video laparoscopia una carcinosi con un Peritoneal Cancer Index (stima di quanto tessuto neoplastico sia presente nella cavità addominale) che consenta una Citoriduzione Completa (cc0) consistente in una asportazione di tutto il tessuto neoplastico visibile, si può proporre questa soluzione: in alternativa la paziente può essere sottoposta a Chemioterapia Sistemica e rivalutata, con una nuova Videolaparoscopia, al termine della stessa.

Con questo tipo di approccio abbiamo evitato molte laparatomie inutili, non abbiamo eseguito interventi nei quali non fosse garantita la completa riuscita e abbiamo ottenuto risultati molto lusinghieri, diventando un Centro di Riferimento Nazionale su questo tipo di patologia.

Spero di non essermi dilungato troppo e di essere riuscito a risponderLe con parole semplici e comprensibili.

Mi ritenga a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti ..

Cordiali saluti

Alfredo Garofalo

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Prof. Alfredo Garofalo

Past President della Società Italiana di Chirurgia Oncologica

Primario di Chirurgia Oncologica Apparato Digerente e Peritoneo

Istituto Nazionale Tumori Regina Elena

Via Elio Chianesi 53 – 00144 Roma

+ e-mail: garofalo@ifo.it

Website:www.alfredogarofalo.it

www.ifo.it

admin | 08.09.13 | Senza categoria | No Comments |

- Individuati i primi geni killer dei tumori

Il risultato è stato ottenuto negli Stati Uniti, dal gruppo della Columbia University di New York guidato dall’italiano Antonio Iavarone. “Nel nostro studio abbiamo scoperto che, grazie alla comprensione delle alterazioni genetiche presenti in un singolo tumore, per circa il 15% dei pazienti potrebbero essere disponibili farmaci già esistenti”, ha detto all’Ansa il ricercatore

Sono stati individuati i primi geni killer del cancro, i più pericolosi fra tutti i geni responsabili dei tumori in quanto sono quelli indispensabili per mantenerli in vita. Pubblicata sulla rivista Nature Genetics, la scoperta segna un passo in avanti decisivo verso la possibilità di trasformare in realtà le cure personalizzate contro i tumori. Il risultato è stato ottenuto negli Stati Uniti, dal gruppo della Columbia University di New York guidato dall’italiano Antonio Iavarone, che ha lasciato l’Italia molti anni fa denunciando un caso di nepotismo.

Da tempo era stata ottenuta la mappa genetica di numerose forme di tumore, come quelli di polmone, intestino, seno e prostata, e adesso per la prima volta diventa possibile individuare, all’interno di queste mappe, i geni davvero pericolosi, quelli indispensabili al cancro per sopravvivere: scoprirli significa avere bersagli preziosi contro i quali scatenare i farmaci e fare un passo decisivo verso cure personalizzate.

“Nel nostro studio abbiamo scoperto che, grazie alla comprensione delle alterazioni genetiche presenti in un singolo tumore, per circa il 15% dei pazienti potrebbero essere disponibili farmaci già esistenti”, ha detto all’Ansa Iavarone, che ha condotto la ricerca con un’altra italiana, Anna Lasorella. “Ricerche come queste – ha aggiunto – sono tanto più importanti in quanto si concentrano su tumori per i quali non ci sono terapie efficaci, come i tumori maligni del cervello”.

source: http://www.nature.com/search/executeSearch?sp-q-1=NG&sp-q=Anna+La+sorella&sp-s=date_descending&sp-c=25

admin | 08.06.13 | Senza categoria | No Comments |

IKnife: il bisturi che “fiuta” il tumore

- Le prime sperimentazioni hanno dato esito positivo, pare che  ‘iKnife’ sia davvero un elettrobisturi intelligente che potrebbe avere un ruolo determinante nella lotta contro il cancro. 

L’invenzione è degli scienziati dell’Imperial College di Londra che hanno pubblicato su Science Translational Medicine i risultati ottenuti con questo strumento che potrebbe rivelarsi indispensabile nella sala operatoria, poiché, con un’accuratezza del 100 per cento, ‘sente’ l’odore del tessuto che via via polverizza col calore e in tre secondi comunica  al chirurgo se c’è ancora una sostanza tumorale da rimuovere nel corpo del paziente.

In questo modo, il medico potrà comprendere se ha rimosso con precisione il tumore, non lasciando tracce nel corpo del paziente e riducendo così il rischio di recidive.

Il ‘naso elettrico’ del bisturi è uno spettrometro di massa, uno strumento molto usato in chimica per capire l’identità delle sostanze in esame.

Nei prossimi trial clinici, i risultati ottenuti sui pazienti operati con iKnife verranno confrontati con quelli di un gruppo analogo sottoposti alla tradizionale biopsia, così da capire se apporta migliori risultati a lungo termine per il paziente.

admin | 08.01.13 | Senza categoria | No Comments |

- Nuove combinazioni di farmaci

La combinazione di cediranib, inibitore sperimentale dei recettori per il fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGFR), e olaparib, dell’inibitore della Poli-ADP ribosio-polimerasi – PARP, ha dato risultati positivi nella terapia delle pazienti con tumore ovarico, senza mostrare particolare effetti di tossicità.

I dati sono preliminari, ma la combinazione dei medicinali ha portato a un tasso di beneficio clinico del 61% nelle pazienti con cancro all’ovaio ricorrente. Comunque, l’efficacia dell’associazione non era così evidente nelle pazienti con tumore alla mammella triplo negativo. I risultati dello studio di fase I sono stati pubblicati sull’ European Journal of Cancer.

Il trial ha arruolato 28 pazienti, 20 con tumore ovarico ricorrente e 8 con cancro alla mammella triplo negativo metastatico. Delle donne con tumore ovarico, 12 presentavano mutazioni nel gene BRCA, 3 non presentavano mutazioni di BRCA e in 5 lo status di BRCA non era conosciuto. Delle pazienti con tumore al seno, 3 presentavano una mutazione in BRCA, 1 non presentava mutazioni e in 4 lo status di BRCA non era conosciuto. Le partecipanti con tumore all’ovaio erano state trattate precedentemente con una terapia a base di platino e taxani e una paziente per entrambi i gruppi aveva ricevuto in precedenza un farmaco antiangiogenetico. (continua…)

admin | 08.01.13 | Senza categoria, , , , | 4 Comments |