- Presto un nuovo trattamento mirato per il tumore ovarico

I ricercatori del Women & Infants Hospital di Rhode Island (USA) hanno sviluppato un farmaco biologico che impedirebbe la produzione di una proteina conosciuta per essere in grado di consentire alle cellule tumorali ovariche di crescere in modo aggressivo rimanendo resistenti alla chemioterapia .Tale scoperta potra’ migliorare la qualita’ delle terapie e la sopravvivenza per alcune donne . Questa incredibile scoperta  potrebbe significare la differenza tra la vita o la morte per le donne malate di tumore ovarico .
Il lavoro che esce dal laboratorio terapeutico molecolare diretto da Richard G. Moore , MD , dal titolo ” HE4 ( WFDC2 ) la iperespressione del gene favorisce la crescita del tumore ovarico ” è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Scientific Report del gruppo editoriale Nature .
“Sapevamo che la proteina HE4  è presente nelle donne che hanno il cancro ovarico “, dice Moore , autore dell’algoritmo ROMA  per determinare se una massa pelvica è cancerogena sulla base dei livelli di HE4 e di un’altra proteina . « Quello che nessuno sapeva e’ perché la proteina si trova li’ o che cosa laq attiva . “
Il gene WFCD2 produce un ” RNA messaggero ” che codifica per la proteina HE4 , non solo impartendo un’aggressività al tumore , consentendogli di crescere rapidamente , ma anche trasmettendogli una resistenza ai farmaci chemioterapici utilizzati per trattare il tumore .
” Essa svolge un ruolo nel consentire al tumore di crescere senza restrizioni “, dice Moore . “Abbiamo determinato che HE4 gioca un ruolo fondamentale nel permettere alle cellule ovariche di diventare cellule tumorali, dando loro la possibilità di crescere e resisterealla chemio . “
Una volta identificata la funzione della proteina , il gruppo di ricercatori di Moore e’ stato in grado di progettare un farmaco biologico che può impedire al gene RNA messaggero la creazione di  HE4 . Il nuovo farmaco biologico a è stato testato in modelli cellulari ed animali , ed i risultati sono che il tumore non cresce aggressivamente e risponde alla chemioterapia .
“Vorremmo dare a questo farmaco biologico – che ha effetti collaterali minimi – a qualsiasi pazienteche produca HE4 (rilevabile da un comune esame del sangue) , ” dice Moore, aggiungendo che gli oncologi hanno riconosciuto che le donne con alti livelli di HE4 rispondono meno alle chemioterapie e i loro tassi di sopravvivenza sono inferiori .
Moore e il suo team continueranno a testare il farmaco biologico ,e si stanno preparando per la sperimentazione clinica sugli essere umani.
“Questa è una  scoperta incredibile e potrebbe significare la differenza tra la vita o la morte per una parte delle donne con cancro ovarico “, spiega Maureen G. Phipps , MD, MPH , direttore di ostetricia e ginecologia . ” La ricerca del Dott. Moore è innovativa nel settore del cancro ovarico , e tutto cio’ sta accadendo  nel suo laboratorio nel Knowledge district  di Provicence (USA) “.

pubblicazione: http://www.nature.com/srep/2014/140106/srep03574/full/srep03574.html

admin | 02.28.14 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Caccia alle spie del cancro ovarico. Al via studio Italo-Tedesco

Milano, 19 feb. (Adnkronos Salute) – Scoprire le ’spie’ biomolecolari del tumore ovarico, così da identificare
da un lato le donne ad alto rischio da tenere sotto controllo, dall’altro nuovi bersagli da colpire per arrivare
a terapie efficaci e personalizzate. E’ l’obiettivo di Progetto Loto, partito all’inizio di quest’anno e frutto di una
collaborazione tra l’azienda ospedaliero universitaria Sant’Orsola di Bologna e il St. Elisabeth Hospital
dell’università di Colonia (Germania). Il progetto prende il nome da Loto onlus, associazione no profit
impegnata nella raccolta di fondi per sostenerlo. La prima fase del progetto è partita in gennaio, con la
paziente numero uno già arruolata, e i primi risultati sono attesi in 2 anni.

www.lotonlus.org

admin | 02.21.14 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Vitamina C di nuovo alla ribalta

 

La vitamina C, somministrata per via endovenosa in quantità equivalenti a quelle contenute in 2000 (duemila!) arance, potrebbe costituire un’arma in più nell’arsenale delle terapie contro il cancro. È quanto ipotizza uno studio pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine: alte dosi di vitamina C renderebbero più efficace la chemioterapia e allevierebbero i suoi effetti collaterali.

Non è certo la prima volta che la vitamina C viene tirata in causa come possibile terapia antitumorale. Alla fine degli anni ’70, Linus Pauling, due volte vincitore del premio Nobel (per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962) sosteneva che alte dosi di acido ascorbico, altro nome del composto, erano in grado di prevenire o trattare molti tipi di tumore. Quella di Pauling è stata una vera e propria ossessione sui benefici dell’acido ascorbico. Ma gli studi clinici organizzati per verificare la sua teoria non hanno mai trovato alcun risultato positivo. Da allora la vitamina C è stata abbandonata dalla medicina ufficiale, anche se trova ancora cittadinanza, più che altro come terapia di supporto, nella medicina alternativa.

Altissime dosi

Nel nuovo studio, Qi Chen e colleghi della University of Kansas hanno prima esaminato l’effetto dell’acido ascorbico in laboratorio su linee cellulari di vari tumori (su cui ha dimostrato un effetto tossico), poi l’hanno somministrato per via endovenosa e a dosi altissime, da dieci a cento volte superiori a quelle normalmente presenti nell’organismo, a topi in cui erano stati indotti tumori dell’ovaio, e trattati con farmaci chemioterapici classici, il carboplatino e il paclitaxel. Negli animali alla cui chemioterapia era stata aggiunta la vitamina C i tumori si sono ridotti assai più che in quelli sottoposti alla sola chemioterapia.
(continua…)

admin | 02.07.14 | Senza categoria | No Comments |

chi ha aperto il nostro sito

von lo avevo mai fatto prima d’ora ma ho voluto tirare giu’ questo dato da google, che “gestisce” le statistiche sul nostro sito. Dal giorno della sua nascita ad oggi, il sito e’ stato visitato nei paesi colorati in celeste….Beh…peccato non avere una versione Inglese. Comunque questa e’ la riprova dell’importanza dell’informazione, da dovunque provenga e ovunque vada

admin | 02.03.14 | Senza categoria | No Comments |

In ricordo di Mariaflavia Villevieille Bideri

Penso che sarebbe fuoriluogo aggiungere altre parole oltre a quelle riportate sotto, dal sito di Actoonlus. Vorrei solo aggiungere un grande grazie perche’ credo che la Sig.ra Bideri sia stata la prima in Italia a rompere il ghiaccio del silenzio sul tumore ovarico e a capire che solo l’informazione ci portera’ alla cura definitiva.  Lo so che ogni donna che perde la battaglia ci lascia con la paura e la tristezza. Ma le sue parole sono chiare e sono un testamento della sua volonta: un ruolo attivo nella malattia e senso di responsabilita’ per le generazioni future.

“Le emozioni cerco di imprimerle nella memoria, di fare del mio tempo qualcosa di costruttivo, non perderlo,neanche mezz’ora se posso”.

Giovedì  23 gennaio 2014  Mariaflavia Villevieille Bideri, ideatrice, fondatrice e presidente di Acto onlus ci ha lasciati dopo una lunga battaglia contro il tumore ovarico condotta con inesauribile  coraggio ed energia non solo per sè stessa ma anche per tutte le donne. Senza  il suo  impegno personale, la sua generosità e il suo altruismo oggi in Italia non conosceremmo questa malattia né i centri di cura specialistici, non avremmo una  ricerca dedicata e neppure  una  rete di   medici, specialisti e ricercatori  finalmente alleati  tra loro nella lotta contro questo killer brutale e silenzioso.   Per questo oggi noi la vogliamo ricordare  con profonda commozione e con le sue stesse parole pronunciate nelle tante occasioni pubbliche dei 4 anni di vita dell’associazione.

“Per qualche motivo che mi  sfugge, attorno al tumore ovarico c’e’ sempre stato un muro di silenzio. Anche da chi ne e’ stato colpito e ce l’ha fatta o da chi ci ha convissuto a lungo. Ma se la maggioranza non ne vuole più sentire parlare c’e’ chi invece ha deciso di lottare per rompere questo pesante muro di silenzio e impegnarsi in prima persona per sconfiggere la malattia. Per questo e’ nata e ho voluto fortemente ACTO.


Noi stiamo dalla parte dei malati e dei loro familiari e ci siamo impegnati a  colmare il vuoto di informazione che caratterizza la malattia nel nostro Paese e che riguarda non solo l’opinione pubblica ma anche le istituzioni, i media e una parte della classe medica.


Anni fa,  grazie al prof. Umberto Veronesi,  partiva una grande rivoluzione per il tumore al seno, una malattia che oggi nella grande maggioranza dei casi viene diagnosticata ai primi stadi ed e’ guaribile nel 90% dei casi. Per il tumore ovarico dobbiamo arrivare ad analoghi risultati, perché  le  giovani  generazioni  non debbano patire mai più quello che tante donne del passato hanno patito e che noi donne del 2000 stiamo patendo.


ACTO sta facendola la propria parte ma e’ anche ora che gli altri facciano la loro e mi rivolgo in particolare a chi svolge un ruolo pubblico. E’ ora di partecipare tutti ad un cambiamento che non può e non deve più  tardare perché per chi soffre di tumore ovarico il tempo è vita. Non e’ più’ tempo di ripiegarsi su se stessi e sulla propria malattia. Bisogna invece  assumere un ruolo attivo, di primo piano, per riappropriarsi del proprio destino e  per un senso di responsabilità verso  coloro che verranno. Questo ci aiuterà a combattere con più grinta la malattia.


Una cosa che ritengo molto importante e’  anche la creazione di un rapporto più stretto con i medici perché comprendano che oltre la malattia c’e’ la persona con i suoi bisogni e le sue paure. Dunque rivolgo a tutti, pazienti, parenti e medici un caloroso invito a unirvi a noi e a parlare di noi ai vostri amici e conoscenti perché  abbiamo bisogno del vostro aiuto per recuperare il tempo perduto. C’e’ tanto da fare e dobbiamo essere insieme e in tanti per farci ascoltare.


Con l’augurio che anche per il tumore ovarico, grazie ad ACTO e all’impegno di tutti in un domani vicino si possano raggiungere risultati positivi vi saluto citando il poeta Tagore: ” Non puoi attraversare il mare semplicemente stando fermo a fissare le onde “.


Grazie Flavia, da tutti noi.

admin | 02.01.14 | Senza categoria | 1 Comment |