- Cellule staminali: ancora una scoperta

La scoperta è di uno scienziato italiano, che ha isolato alcuni elementi in grado di correggere il comportamento delle cellule malate

15:59 - Il cancro affrontato come una patologia in parte reversibile, con l’obiettivo di correggere il comportamento delle cellule tumorali: con tale approccio Pier Mario Biava, ricercatore dell’Irccs Multimedica di Milano, è riuscito a trovare il modo per rallentare l’avanzamento della malattia. Biava ha infatti isolato alcuni fattori di differenziazione cellulare che sono in grado di inibire o frenare la crescita di vari tipi di tumori.

La scoperta porta nella medicina un nuovo modello di intervento terapeutico antitumorale, che è centrato sull’uso dei fattori di differenziazione presenti nelle cellule staminali embrionali animali. Come spiega la ricerca pubblicata sulla rivista “Current Medicinal Chemistry”, Biava ha utilizzato un medicinale omeopatico a base di fattori di differenziazione cellulare, ottenuti da embrioni di Zebrafish o Brachidanio Rerio, in quanto si sono dimostrati attivi nella riprogrammazione di alcuni tipi di cellule tumorali.

Il ricercatore è partito dall’ipotesi che le cellule tumorali possano essere considerate come cellule staminali mutate, bloccate in una fase di moltiplicazione compresa fra due diversi stadi di differenziazione cellulare.

“Alle cellule tumorali viene a mancare l’informazione per procedere nel loro normale sviluppo differenziativo – chiarisce -. Se forniamo a queste cellule tumorali le giuste informazioni per ritornare a procedere nel loro regolare sviluppo, vengono risolte le mutazioni che sono all’origine della malignità, le cellule tornano a differenziarsi correttamente e di fatto si normalizzano”.

La differenza tra cellule staminali embrionali e cellule tumorali consiste nel fatto che le cellule tumorali, a differenza delle normali staminali, per le mutazioni subite non sono più in grado di completare il loro sviluppo e di differenziarsi regolarmente. La correzione dell’espressione genica delle cellule con i fattori di differenziazione cellulare ha fatto rientrare le cellule tumorali nell’ambito della normalità fisiologica.

fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/2014/notizia/tumori-nelle-cellule-staminali-il-fattore-che-riesce-a-rallentarli_2053957.shtml

admin | 06.27.14 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- ASCO 2014: DUE FARMACI CHE AUMENTANO LA SOPRAVVIVENZA LIBERA DA CO

CHICAGO – L’ovaio è uno degli organi che ha ricevuto meno benefici dai progressi dell’oncologia. Ma due ricerche recentissime promettono notevoli passi in avanti. Una terapia combinata di due farmaci innovativi aumenta significativamente la sopravvivenza detta “libera da progressione” in cui il tumore sembra fermo e i sintomi non riducono troppo la qualità della vita, nelle donne malate di tumore all’ovaio. E’ quanto emerge da uno studio di fase II presentato al congresso dell’Asco a Chicago. I due farmaci combinati sono l’olaparib, inibitore PARP, e il farmaco anti-angiogenesi cediranib.

La sperimentazione. La sopravvivenza libera da progressione è stata di 17,7 mesi con il trattamento combinato, rispetto ai nove mesi con il solo olaparib.  ”La significativa attività che abbiamo riscontrato con questa combinazione sembra dimostrare che abbiamo a che fare con un’alternativa efficace alla chemioterapia standard”, ha sostenuto l’autore dello studio, Joyce Liu, professore di oncologia medica al Dana-Farber Cancer Institute delal Harvard University a Boston.

”Questa strategia combinata non è ancora disponibile per la pratica clinica, nessuno di questi farmaci è ancora approvato dalla FDA per il tumore ovarico o per qualsiasi altro tipo di tumore. Abbiamo anche bisogno di ulteriori studi clinici per confermare i risultati di questo studio”. Lo studio combina per la prima volta un inibitore PARP e un farmaco anti-angiogenico, un trattamento che non è mai stato esplorato prima in uno studio clinico per il cancro ovarico. Il PARP è un enzima coinvolto in varie funzioni all’interno di una cellula, tra cui la riparazione del danno al DNA, mentre i farmaci anti-angiogenici contrastano la crescita dei vasi sanguigni del tumore.

Lo studio conferma quanto osservato negli animali da laboratorio: olaparib e cediranib “sinergizzano”, nel senso che si potenziano a vicenda e l’effetto terapeutico finale è maggiore della somma dei due effetti misurati separatamente. Purtroppo si è osservato anche un aumento della tossicità.

“Se questa sinergia si traduce in un aumento della sopravvivenza consistente dovrà essere confermato con sperimentazioni sui malati più ampi e lunghe – ha spiegato Don Dizon esperto ASCO  -  Questa combinazione di farmaci, che si somministrano per bocca, è indicata per le donne con tumori ovarici sierosi di alto grado o tumori ovarici correlati a mutazione BRCA”.

admin | 06.06.14 | Senza categoria, , , , , , , | No Comments |