TERAPIA CELLULARE A GROSSETO. MAGGIORI INFORMAZIONI

In merito alla terapia cellulare che verra’ avviata a Grosseto, molte donne hanno chiesto informazioni piu’ specifiche. Il Dott. Bengala molto gentilmente ce le ha subito fornite. Eccole

  • e’ una sperimentazione ancora aperta?

Lo studio  è stato giià attivato a Padova presso l’Istituto Oncologico del Veneto e partirà a Grosseto Ospedale Misericordia tra circa 1 mese

  • qual e’ il nome della sperimentazione?

Studio di Fase II con terapia cellulare adottiva non-MHC ristretta con somministrazione intraperitoneale di cellule TALL-104 in pazienti con Carcinoma ovarico con malattia residua minima o microscopica al second look laparotomico/laparoscopico

  • chi si puo’ contattare, semmai, per accedere al trial?

UO Oncologia Medica, Ospedale Misericordia, Grosseto (Direttore: Dr. Carmelo Bengala)

tel. 0564-485274; fax 0564-486608; email: carmelo.bengala@uslsudest.toscana.it

admin | 03.17.16 | Senza categoria | No Comments |

. STUDIO CHORINE A CANDIOLO (TO)

AGGIORNAMENTO: in merito allo studio  ”CHORINE” (Bergamo è il Centro capofila). vi ricordo che anche all’IRCCS di Candiolo (TO) stanno arruolando nel “CHORINE” (Valutazione della Chemioipertermia nell’Ovaio in prima presentazione) e che e’ comunque disponibile  un altro protocollo di chemioipertermia (HIPEC)  nei tumori dell’Ovaio recidivi con intervallo libero > di un anno.

per informazioni:

Istituto di Candiolo – IRCCS
Fondazione del Piemonte per l’Oncologia (FPO)
Strada Provinciale 142 Km 3,95 10060 Candiolo (TO)
Tel.  Centralino 011.9933111 -
Segreteria 011-9933630 Visite 011-9933070

admin | 03.12.16 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

Grosseto all’avanguardia nella terapia cellulare con linfociti T

GROSSETO. L’Oncologia dell’ospedale di Grosseto all’avanguardia per la sperimentazione di cure innovative.

È appena stato attivato uno studio clinico di “fase 2” per la «terapia cellulare con linfociti T/NK citotossici somministrati per via endoperitoneale, nel carcinoma ovarico con malattia residua minima o microscopica, dopo trattamento chirurgico e chemioterapico – spiega il direttore dell’Oncologia medica Carmelo Bengala – In sostanza la terapia potrà essere sperimentata nella prevenzione di possibili recidive della malattia, in donne già operate e sottoposte a trattamento di chemioterapia nel tumore dell’ovaio».

La terapia cellulare costituisce una strategia terapeutica innovativa nella cura dei tumori e la somministrazione endoperitoneale potrebbe presentare molti vantaggi per le pazienti, in termini di minore tossicità, minori effetti collaterali e maggiore efficacia, rispetto alla chemioterapia.

L’esito di questo studio potrebbe aprire la strada al trattamento di altre patologie tumorali con terapie di minore impatto per la qualità della vita dei pazienti.

La prima fase dello studio è stata condotta dallo stesso dottor Bengala, insieme al professor Pierfranco Conte, alla divisione di Oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a Modena; mentre lo studio di fase 2 verrà condotto al Misericordia di e in altre quattro strutture italiane di livello internazionale per la ricerca oncologica.

Come precisa il dottor Bengala, «la terapia cellulare è una modalità estremamente innovativa nel trattamento dei tumori. In particolare la linea cellulare che stiamo studiando si è dimostrata molto attiva sui modelli tumorali preclinici e sicura sotto il profilo della tossicità nello studio di fase I. L’obiettivo dello studio di fase II è ora di valutarne anche l’attività e l’efficacia sulle pazienti che saranno arruolate nello studio nelle cinque istituzioni coinvolte».

Lo studio, oltre all’Oncologia medica, a Grosseto prevede la partecipazione anche della Chirurgia generale e ginecologica, dell’anatomia patologica, il laboratorio ed il dipartimento delle Politiche del farmaco, nell’ottica dell’attività interdisciplinare integrata.

«È un esempio di trasferibilità delle ricerche dalla fase di laboratorio a quella clinica – conclude

Bengala – benché si tratti ancora di ricerca e non di pratica clinica corrente. Ciononostante deve esser considerata una opportunità per i nostri pazienti, nonché un’occasione di crescita scientifica, tecnica, professionale e organizzativa per medici, infermieri, tecnici e personale sanitario».

admin | 03.03.16 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |