- Un mab (Avastin) contro l’angiogenesi

Dicono che visulizzare il proprio tumore e immaginare la sua morte grazie ai medicinali aiuti il nostro sistema immunitario a farlo davvero.Io questo non lo so, pero’ credo che questo filmato faccia molto chiaramente capire come funziona un mab che, in poche parole, fa morire di fame il tumore che non ha piu’ vasi per alimentarsi. Bastano le immagini….

http://www.youtube.com/watch?v=3xmlYr1AGx8&feature=related

admin | 07.17.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- nuovo studio sul carcinoma ovarico

Boehringer Ingelheim avvia il primo studio clinico di Fase III sul Carcinoma Ovarico e allarga il programma di studi su BIBF 1120, il suo farmaco antitumorale 

Boehringer Ingelheim ha avviato un nuovo studio clinico di fase III per valutare uno dei suoi due composti facenti parte della pipeline oncologica, in fase finale di sviluppo per la terapia del carcinoma ovarico di stadio avanzato. Lo studio clinico, denominato LUME-Ovar-1, indaga l’efficacia e la sicurezza di BIBF 1120, un nuovo antiangiogenico orale, come terapia di prima linea in associazione a chemioterapia standard, rispetto a placebo associato a chemioterapia standard, in pazienti con carcinoma ovarico di stadio avanzato.
BIBF 1120 è un composto orale innovativo che agisce inibendo contemporaneamente tre recettori coinvolti nell’angiogenesi, ovvero nella formazione di nuovi vasi sanguigni, alla base della crescita tumorale e della formazione di metastasi.
Come spiega il Dottor Andreas du Bois, coordinatore dello studio: «Gli antiangiogenici costituiscono uno degli approcci più promettenti nella terapia dei tumori. Studi clinici iniziali indicano che il carcinoma ovarico sembra essere particolarmente sensibile a questi composti innovativi. BIBF 1120 inibisce diversi aspetti delle vie che controllano la crescita di nuovi vasi sanguigni e ha già dimostrato di essere efficace e ben tollerato in studi precedenti». 

I risultati ottenuti mostrano infatti come questo composto possa essere efficace e ben tollerato come terapia di mantenimento nelle pazienti che hanno avuto recidiva di carcinoma ovarico e che avevano precedentemente risposto alla chemioterapia.

I risultati presentati in occasione della conferenza annuale dell’American Society of Clinical Oncology rivelano che le pazienti trattate con BIBF 1120 hanno visto ridursi maggiormente il rischio di progressione del tumore rispetto alle pazienti che hanno ricevuto placebo.

admin | 04.27.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |