USO COMPASSIONEVOLE NEL NIRAPARIB

La Tesaro Bio Italy Srl ci ha comunicato che e’ iniziato l’uso compassionevole del Niraparib

allego il link che ci hanno inviato  http://ir.tesarobio.com/releasedetail.cfm?releaseid=1025986

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admin | 08.20.17 | Senza categoria, , , , , , | 1 Comment |

TESARO, NEL 2017 UN NUOVO FARMACO PER IL TUMORE OVARICO

La sede italiana sarà a Roma ed in Svizzera il quartier generale europeo. Parliamo della #biotech statunitense Tesaro, nata pochi anni fa ma, grazie ad una strategia di drug licensing, ovvero di molecole prese in licenza da altre company, ha diversi #Farmaci in varie fasi della sperimentazione clinica, fino alla registrazione. In una fase di espansione internazionale, l’azienda è ora approdata in Europa, pronta a lanciare nuovi farmaci sul mercato. Il target di riferimento è principalmente oncologico.

Nel 2017 pronti al lancio di due nuovi farmaci sul mercato

Il primo si chiama Rolapitant, un inibitore dei recettori della neurochinina 1 (NK-1).

Il secondo farmaco è il Niparib, un inibitore di PARP (Poli ADP-ribosio polimerasi) inizialmente sviluppato dalla Merck & Co., che sta ultimando gli studi clinici di fase III. L’indicazione è il cancro ovarico e alla mammella con delle specifiche mutazioni, quindi refrattario ad altre terapie. Nella sperimentazione clinica, questo farmaco ha dimostrato di essere in grado di migliorare significativamente la sopravvivenzadei pazienti senza progressione della malattia (21 mesi verso 5,5 mesi nel gruppo placebo). I risultati sono stati presentati quest’anno al Congresso ESMO di Copenhaghen e pubblicati sulla rivista di medicina New England Journal.

Niparib viene inoltre studiato in combinazione con altri farmaci (bevacizumab, pembrolizumab, ecc.). La novità principale rappresentata da questo farmaco è che risulta efficace sia nei tumori con specifiche mutazioni (BRCA 1) che nelle forme tumorali senza mutazioni. Questo vuol dire che, se approvato, questo farmaco potrà trovare utile applicazione in un numero esteso di casi.inina (Sostanza P), attivano il meccanismo della nauseae del vomito nei pazienti oncologici, in terapia con chemioterapici. Questo farmaco impedisce alla Sostanza P di legarsi ai recettori NK-1 prevenendo così nausea e vomito, una condizione che si verifica fino al 90% dei pazienti in terapia con alcuni chemioterapici, causando una condizione di debilitazione fisica in soggetti già messi a dura prova a causa del tumore. Il farmaco è stato acquisito nel 2010 dalla Opko Health, per un valore complessivo di 121 milioni di dollari.

Una pipeline piuttosto estesa

Termine originariamente usato in campo informatico ed elettronico, ad indicare un manufatto composto da molti elementi (flusso di dati o di segnali), nell’industria farmaceutica con “pipeline” si indica l’elenco dei farmaci che un’azienda ha in sperimentazione clinica e in fase preclinica, e che potrebbero arrivare sul mercato. Oltre questi due farmaci, Tesaro ha nella sua pipeline numerosi altri farmaci, sempre in ambito oncologico.

Dalla sua fondazione, in sei anni ha infatti acquisito i diritti per lo sviluppo e la commercializzazione di una serie di molecole ed ha completato 15 studi clinici. Tra i farmaci in sperimentazione ci sono anticorpi monoclonali attivi in ambito immuno-oncologico, ad azione su PD-1, TIM-3 e LAG-3. E’ quanto ha sostenuto con orgoglio Roberto Florenzano, vice presidente e general manager di Tesoro Italia.

Questo giorni Tesaro fa la sua prima “uscita” ufficiale nel nostro Paese, l’occasione è data dal Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), evento in programma a Roma dal 28 al 30 ottobre. #salute

admin | 11.05.16 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

Grosseto all’avanguardia nella terapia cellulare con linfociti T

GROSSETO. L’Oncologia dell’ospedale di Grosseto all’avanguardia per la sperimentazione di cure innovative.

È appena stato attivato uno studio clinico di “fase 2” per la «terapia cellulare con linfociti T/NK citotossici somministrati per via endoperitoneale, nel carcinoma ovarico con malattia residua minima o microscopica, dopo trattamento chirurgico e chemioterapico – spiega il direttore dell’Oncologia medica Carmelo Bengala – In sostanza la terapia potrà essere sperimentata nella prevenzione di possibili recidive della malattia, in donne già operate e sottoposte a trattamento di chemioterapia nel tumore dell’ovaio».

La terapia cellulare costituisce una strategia terapeutica innovativa nella cura dei tumori e la somministrazione endoperitoneale potrebbe presentare molti vantaggi per le pazienti, in termini di minore tossicità, minori effetti collaterali e maggiore efficacia, rispetto alla chemioterapia.

L’esito di questo studio potrebbe aprire la strada al trattamento di altre patologie tumorali con terapie di minore impatto per la qualità della vita dei pazienti.

La prima fase dello studio è stata condotta dallo stesso dottor Bengala, insieme al professor Pierfranco Conte, alla divisione di Oncologia medica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, a Modena; mentre lo studio di fase 2 verrà condotto al Misericordia di e in altre quattro strutture italiane di livello internazionale per la ricerca oncologica.

Come precisa il dottor Bengala, «la terapia cellulare è una modalità estremamente innovativa nel trattamento dei tumori. In particolare la linea cellulare che stiamo studiando si è dimostrata molto attiva sui modelli tumorali preclinici e sicura sotto il profilo della tossicità nello studio di fase I. L’obiettivo dello studio di fase II è ora di valutarne anche l’attività e l’efficacia sulle pazienti che saranno arruolate nello studio nelle cinque istituzioni coinvolte».

Lo studio, oltre all’Oncologia medica, a Grosseto prevede la partecipazione anche della Chirurgia generale e ginecologica, dell’anatomia patologica, il laboratorio ed il dipartimento delle Politiche del farmaco, nell’ottica dell’attività interdisciplinare integrata.

«È un esempio di trasferibilità delle ricerche dalla fase di laboratorio a quella clinica – conclude

Bengala – benché si tratti ancora di ricerca e non di pratica clinica corrente. Ciononostante deve esser considerata una opportunità per i nostri pazienti, nonché un’occasione di crescita scientifica, tecnica, professionale e organizzativa per medici, infermieri, tecnici e personale sanitario».

admin | 03.03.16 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

PIPAC – A Candiolo il primo centro

Oltre all’Hipec di cui abbiamo parlato piu’ volte, in Italia, piu’ precisamente a Candiolo, e’ stato approvato un protocollo dal Comitato etico e dall’AIFA per l’utilizzo della Pipac  (Pressurized intraperitoneal aerosol chemotherapy).

A Candiolo esiste  l’ unico  centro in Italia e terzo centro in Europa che utilizza la PIPAC : sono già stati  eseguiti 45 Interventi (tutti con tecnica single port). Il protocollo è Regolarmente registrato in  clinicaltrials.gov

https://clinicaltrials.gov/ct2/show/study/NCT02604784#contacts

E’ una nuova via per eseguire la chemioterapia intraperitoneale che  aumenta l’efficacia della chemioterapia sistemica nei tumori ovarici ( sono noti i papers del Memorial Sloan Ketterin di New York -> Armstrong D.K.). E’ molto poco invasiva (due notti di ricovero) , senza complicanze e ben accettata dalle pazienti.
Nel protocollo si arruolano pazienti con carcinosi peritoneali causate da altre neoplasie.
Le parole del Dott De Simone credo siano molto piu’ chiare delle mie spiegazioni
Potete capirne di piu’ guardando questo video
https://www.youtube.com/watch?v=1EjsoxcrMHo
Per maggiori informazioni e visite
Dott Michele De Simone
Direttore Chirurgia Oncologica

Istituto di Candiolo – IRCCS
Fondazione del Piemonte per l’Oncologia (FPO)
Strada Provinciale 142 Km 3,95 10060 Candiolo (TO)
Tel.  Centralino 011.9933111 -
Segreteria 011-9933630 Visite 011-9933070
admin | 02.12.16 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

Nuova scoperta Italiana. Cosi la chemio diventa piu’ efficace

Il tumore dell’ovaio, fra quelli che possono colpire la donna, è uno dei più difficili. Perché si manifesta quasi sempre quando è in fase avanzata, e questo rende più complessa e critica la modalità di cura, ma anche perché non sempre la malattia risponde come dovrebbe alla chemioterapia. Il tumore attiva infatti un meccanismo di resistenza,ovvero le cellule malate potenziano le loro difese antiossidanti e la terapia con riesce così ad agire in maniera efficace.
Un processo che però potrebbe avere ancora vita breve ed essere presto ‘interrotto’. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori ‘Regina Elena’, in uno studio pubblicato online sulla rivistaCancer Research, ha infatti dimostrato che a ridurre l’effetto benefico della chemioterapia è l’endotelina, una sostanza prodotta dal rivestimento dei vasi sanguigni (endotelio), riconosciuta come un potente vasocostrittore e in grado di stimolare la proliferazione delle cellule muscolari lisce dei vasi. Per attivarsi, però, l’endotelina ha bisogno di legarsi a due specifici recettori – A e B -; una relazione che nel tumore ovarico scatenerebbe una catena di altri segnali e integrazioni molecolari, tali da indurre la chemioresistenza appunto.
Ma i ricercatori sono andati oltre: avrebbero anche capito che per neutralizzare questo meccanismo nocivo anti-chemio potrebbe essere sufficiente ricorrere a un farmaco (macitentan), attualmente utilizzato nel trattamento dell’ipertensione polmonare. «In alcuni modelli sperimentali – ha spiegato la dottoressa Anna Bagnato, coordinatrice della ricerca – l’impiego di questo farmaco ha consentito una risposta efficace anche in quei tumori di norma refrattari a qualsiasi trattamento. Ovvero, bloccando entrambi i recettori A e B dell’endotelina siamo riusciti a inibire non solo l’insorgenza delle metastasi e la chemioresistenza, ma anche a interrompere la formazione di nuovi vasi che alimentano il tumore». Conferme che sembrano essere state ottenute anche in studi in vivo.
«L’associazione del macitentan con il cisplatino, il farmaco normalmente usato nel trattmento del tumore ovarico – ha concluso la ricercatrice -  ha prodotto un potenziamento dell’effetto citotossico, ovvero una reazione all’agente chemioterapico, significativo di una maggiore sensibilità del tumore alla cura». Il passo successivo sarà testare la cura su pazienti.

admin | 02.14.15 | Senza categoria, , , , | 1 Comment |

– 2 milioni di dollari per la ricerca sul bicarbonato

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche. Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l’efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno. Ecco il comunicato  sul quale è scritto :”Il fondo da 2 milioni di dollari servirà a migliorare la misurazione sull’efficacia del bere bicarbonato di sodio nel curare il cancro al seno. E’ stato provato che bere bicarbonato di sodio riduce o elimina il diffondersi del cancro nel seno, nei polmoni, cervello ed ossa.”
n realtà, il bicarbonato di sodio è già utilizzato per la cura di malattie come l’influenza e il raffreddore; se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato potrebbe diventare una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete.

  (continua…)

admin | 07.24.12 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- tutti i centri in Italia dove si fa sperimentazione

In realta’ nella sezione “le sperimentazioni in corso” di Sportello cancro del Corriere della Sera on line http://www.corriere.it/cf/oncologico/cercasperimentazioni.cfm dovrebbero essere elencati tutti i centri dove si fa sperimentazione di nuovi farmaci per le diverse tipologie di cancro.  Ho recentemente fatto notare al Prof. Veronesi che questa sezione da tempo non e’ funzionante. Mi ha risposto e promesso che ci stanno lavorando e che a breve sara’ di nuovo operativa. Nel frattempo, potete consultare questa pagina http://clinicaltrials.gov/ct2/search

la ricerca puo’ essere condotta in tutto il mondo inserendo semplicemente il nome della neoplasia (nel nostro caso ovarian cancer) e poi anche cercando solo le sperimentazioni sulla mappa geografica.

Qui sotto trovate gia’ la connessione utile per consultare l’elenco di tutte le sperimentazioni in corso sul tumore ovarico in Italia

http://clinicaltrials.gov/ct2/results/map/click?term=ovarian+cancer&map=EU&map.x=374&map.y=536

admin | 01.05.11 | Senza categoria, , , , , , , | No Comments |