- Le staminali vinceranno il tumore ovarico

Alcune recenti ricerche evidenziano il ruolo dell’ attivazione del sistema immunitario nell’ eccezionali capacità delle staminali cordonali di bloccare la crescita di numerose neoplasie. Nel 2008 il Professor Qi-Ling Li individua l’ importanza, per tali meccanismi terapeutici, di piccole vescicole membranose, secrete nello spazio extracellulare per esocitosi dai tumori maligni: gli esosomeri.

Viene individuata la presenza nelle loro pareti di proteine specifiche, potenzialmente coinvolte nel trasporto di antigeni neoplastici, nella loro presentazione ai linfociti T e nell’ indirizzare le cellule verso un bersaglio prestabilito. In questo complesso processo le cellule dendritiche mature, originate dalle staminali ematopoietiche del cordone ombelicale, sembrano risultare i coadiuvanti naturali più efficaci.

Riescono a risolvere i problemi che si evidenziavano in questa tecnica antitumorale nella presentazione crociata dell’ antigene in associazione con il Major Histocompatibility Complex (MHC), nonché nel suo assorbimento ed elaborazione da parte delle cellule dendritiche non ottenute dal cordone ombelicale .

Le staminali cordonali sarebbero in grado di formarne in gran numero e con caratteristiche estremamente adatte per la terapia del cancro, come nel caso del carcinoma ovarico. Infatti dagli esosomeri, secreti in questo tumore, ricevono antigeni specifici, che permettono alle cellule dendritiche, derivate dalle staminali del cordone ombelicale, d’ innescare i linfociti T quiescenti in modo molto efficiente, inducendo una forte citotossicità contro questa neoplasia.

Nella loro sperimentazione gli scienziati della Fourth Military Medical University fanno differenziare le staminali del cordone ombelicale ematopoietiche CD34+ in cellule dendritiche, ponendole in coltura con Granulocyte Macrophage Colony Stimulating Factor GM-CSF, il Fattore di Necrosi Tumorale TNF-α e l’ interleuchina IL-4.

Ad esse vengono aggiunte esosomeri, prelevati da campioni di ascite di pazienti, affetti da carcinoma ovarico. Quindi sono mescolate con linfociti T quiescenti. I risultati più evidenti della sperimentazione risiedono nella forte attivazione, moltiplicazione e citotossicità antitumorale dei linfociti T da parte delle cellule dendritiche, innescate dagli esosomeri.

Questo effetto positivo si realizza solo utilizzando contemporaneamente staminali del cordone ombelicale, esosomeri e linfociti T, raggiungendo un tasso di citotossicità estremamente elevato, del 53,9%. Già nel 2003 il Dottor Gansuvd dimostra che le cellule dendritiche, originate dalle staminali del cordone ombelicale, erano in grado di produrre una più elevata quantità di HLA-DR: recettori della superficie cellulare del Major Histocompatibility Complex di classe II. La loro funzione principale consiste nel presentare gli antigeni peptidici al sistema immunitario, con lo scopo di attivare o d’ inibire i linfociti T Helper, conducendo eventualmente alla produzione di anticorpi contro gli antigeni stessi.

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Le staminali del cordone ombelicale potranno vincere il carcinoma ovarico, attivando il sistema immunitario grazie agli esosomeri.

admin | 04.02.12 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

Terapia antitumorale con le cellule staminali del tessuto adiposo

MODENA – Uno studio del policlinico di Modena ha elaborato la prima terapia antitumorale al mondo basata su cellule staminali derivanti da tessuto adiposo modificate in modo da renderle capaci di trasportare una molecola antitumorale in grado di uccidere selettivamente le cellule tumorali. Lo studio e’ stato pubblicato dalla rivista americana “Cancer Research”. La ricerca e’ giunta alla fase della sperimentazione sui modelli animali ed e’ stata portata avanti dall’equipe di ricercatori guidata dal professor Massimo Dominici, oncologo della Struttura Complessa di Oncologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria Policlinico di Modena. (RCD)

admin | 04.22.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |