Ancora scoperte sulla terapia genetica

Le piccole particelle che trasportano un gene killer potrebbero realmente inibire la crescita del tumore ovarico nei topi, secondo il team di ricercatori del MIT e del Lankenau Institute.

Questa scoperta potrebbe condurre a nuovi trattamenti per il carcinoma ovarico che al momento causa piu’ di 15 mila decessi all’anno nei soli Stati Uniti. Il carcinoma ovarico e’ una delle neoplasie con il piu’ alto tasso di mortalita’ a causa della diagnosi spesso tardiva.

Il nuovo trattamento, descritto nell’edizione del 1. Agosto 2009 del Journal Cancer Research, porta a destinazione un gene che produce la tossina della difterite che uccide le cellule privandole della loro capacita’ di produrre proteine. Questa tossina e’ generalmente prodotta dal batterio Corynebacterium diphtheriae.

La sperimentazione clinica sull’uomo, dopo alcuni studi aggiuntivi, dovrebbe iniziare entro uno o due anni, dice Daniel Anderson, ricercatore del David H. Koch Institute for Integrative Cancer Research al MIT e autore senior dell’articolo.

Attualmente le pazienti con carcinoma ovarico vengono sottoposte a chirurgia e chemioterapia. In molti casi il cancro ritorna e non ci sono terapie efficaci per le recidive e i tumori agli stadi avanzati.

Anderson e gli altri ricercatori del MIT, incluso il Professor Robert Langer e i ricercatori del Lankenau Institute coordinati del Professor Janet Sawicki hanno verificato che la terapia genetica e’ altrettanto efficace di quella chemioterapica tradizionale e, in alcuni casi lo e’ anche di piu’. Il gene infatti e’ creato per distruggere le cellule neoplastiche ma e’ inattivo negli altri tipi di cellule.

Per accentuare gli effetti diretti al tumore, le nanoparticelle vengono iniettate direttamente nella cavita’ peritoneale che contiene organi come lo stomaco, il fegato, le ovaie e l’utero. E’ risaputo infatti che il carcinoma ovarico si diffonde inizialmente nella cavita’ peritoneale.

Queste nanoparticelle possono essere utilizzate per una grande varieta’ di patologie oltre al cancro ovarico, come le infezioni virali e il cancro alla prostata.

La ricerca e’ stata finanziata dal Dipartimento della Difesa e dall’Istituto Nazionale della Salute degli Stati Uniti.

admin | 04.15.10 | Senza categoria, , , , , , , , | 1 Comment |

Olaparib, un un nuovo farmaco inibitore della PARP

Un nuovo tipo di farmaco contro il cancro, sperimentato in Inghilterra in uno studio diretto dall’Institute of Cancer Research, si e’ dimostrato molto promettente nei primi trial. Si tratta dell’ Olaparib, somministrato a 19 pazienti affetti da tumore  al seno, alle ovaie e alla prostata di tipo ereditario, perche’ causato da mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2. In 12 di questi pazienti – nessuno dei quali aveva risposto alle precedent terapie – il tumore si e’ ridotto o stabilizzato, come si legge sul New England Journal of Medicine. Uno dei primi pazienti trattati con questa nuova cura e’ ancora in remissione dopo due anni. L’Olaparib – parte di una nuova classe di farmaci chiamati PARP inibitori – e’ particolarmente interessante perche’ colpisce le cellule malate, lasciando intatte quelle sane. I ricercatori che hanno lavorato insieme all’azienda farmaceutica AstraZeneca, hanno osservato che i pazienti hanno subito pochi effetti collaterali e hanno trovato la cura meno difficile da tollerare della chemioterapia.

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admin | 04.15.10 | Senza categoria, , , , , , , | No Comments |

CANCRO OVAIE: INDIVIDUATO GENE ‘INTERRUTTORE’ CHE LO SPEGNE

Individuato un gene ‘interruttore’ che sarebbe in grado di impedire lo sviluppo del tumore alle ovaie. Gli scienziati scozzesi della ‘Cancer research unit’ di Edimburgo, hanno scoperto che il gene OPCML non funzionerebbe in maniera corretta in 9 su 10 dei campioni di tessuto canceroso esaminati. Quando il gene è ‘acceso’, invece, impedisce la crescita delle cellule tumorali. Quindi, spiegano gli esperti in uno studio pubblicato sulla rivista ‘Nature Genetics’, sarebbe in grado di influenzare le strategie di difesa dell’organismo contro il cancro. La scoperta, anche se non avrà una ricaduta immediata su nuovi farmaci e test contro questo vero ‘killer’ delle donne, rappresenta, secondo gli scienziati scozzesi, una strada molto interessante per la ricerca. Una delle strategie che il tumore utilizza per impiantarsi e crescere, secondo gli studi più recenti, è quella ’spegnere’ i geni destinati a bloccare la moltiplicazione delle cellule cancerose. L’OPCML sarebbe uno di questi. La ricerca, adesso, si indirizza su due strade: riuscire a ‘risvegliare’ il gene nei tessuti attaccati dal tumore o, in alternativa, mettere a punto un farmaco che ne mimi l’azione. ”Sappiamo di avere molto lavoro da fare sul gene – scrive Hani Gabra, il ricercatore che ha guidato il progetto – per comprenderne il funzionamento e il meccanismo che lo rende inattivo. Ma i primi risultati sembrano molto interessanti”.

PS: altro centro di ricerca da contattare. La prossima settimana apriro’ una sezione con tutte le mail che mandero’ ai vari ricercatori. Vediamo se qualcuno ci aiuta e ci ascolta…..io sono ottimista!

admin | 04.10.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |