- Dove trovare tutte le sperimentazioni

 Mi e’ stato giustamente suggerito di ricordarvi ogni tanto in questo sito dove trovare tutte le sperimentazioni cliniche sul tumore ovarico in corso, in fase di reclutamento o concluse.

Ecco i due siti piu’ completi: il primo e’ in italiano. Il secondo, in Inglese, facilmente consultabile perche’ tutte le sperimentazioni possono essere individuate sulla mappa

http://www.corriere.it/cf/oncologico/cercasperimentazioni3.cfm

http://clinicaltrials.gov/ct2/results/map?cond=%22Ovarian+Cancer%22

admin | 03.08.11 | Senza categoria, , , , | 1 Comment |

- Dettagli sulla scoperta dell’Istituto Regina Elena

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, ha scoperto come aggirare la resistenza ai farmaci in caso di tumore all’ovaio. Lo studio, finanziato dall’Airc, getta nuova luce sui meccanismi responsabili della chemioresistenza nei tumori ovarici, una delle patologie più aggressive, che ogni anno fa registrare 165.000 nuovi casi nel mondo e 4.000 in Italia. I risultati ottenuti dai ricercatori italiani, sono stati pubblicati sulla rivista “Clinical Cancer Research” e puntano l’attenzione su un farmaco in grado di ristabilire la sensibilità ai chemioterapici nelle recidive di carcinoma ovarico.

 

Si tratta dello zibotentan, un farmaco molecolare che agisce da inibitore del recettore dell’endotelina-1. Il farmaco, in caso di recidive di carcinoma ovarico chemioresistenti, riesce a ristabilire la sensibilità alla chemioterapia e a far morire, così, la cellula neoplastica. La scoperta è davvero incoraggiante, anche perché, nonostante i progressi raggiunti nel trattamento dei tumori ovarici, un’alta percentuale delle pazienti mostra una ricomparsa del tumore a causa della farmaco resistenza.
 
Come ha spiegato la dottoressa Anna Bagnato, che ha coordinato lo studio:
 

Un’aumentata funzionalità del recettore A dell’endotelina, che è ‘iperespresso’ nei carcinomi ovarici chemioresistenti, attiva i meccanismi che promuovono l’Emt e impedisce ai farmaci citotossici di eliminare le cellule tumorali. Ora sappiamo che il blocco del recettore A dell’endotelina può permettere al farmaco di mandare in apoptosi la cellula neoplastica e può rappresentare una scelta appropriata nel trattamento del carcinoma ovarico per aggirare e sconfiggere la farmaco resistenza.

Il medicinale, è già in corso di sperimentazione a livello internazionale e rappresenta un nuovo traguardo in divenire della ricerca medica, importantissima per la prevenzione e la cura delle malattie.

admin | 03.08.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Da Urbino una grande scoperta…non proprio genetica

Una rivincita contro i tumori

Una nuova procedura sperimentale svelerà
le caratteristiche molecolari del cancro

   

    È tutta italiana e si chiama PAT-ChIP la nuova arma nella lotta contro i tumori. I ricercatori dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, in stretta collaborazione con altri centri di ricerca oncologici milanesi, hanno messo a punto una tecnologia che permetterà di identificare, lavorando per la prima volta direttamente sulle biopsie dei pazienti oncologici, quelle modificazioni del Dna e delle proteine a esso associate note per avere un ruolo importante nello sviluppo tumorale. Il nuovo protocollo sperimentale, pubblicato su Pnas, potrà quindi essere di grande utilità a fini sia diagnostici, per l’identificazione di nuovi marcatori, sia prognostici, per prevedere l’esito dei trattamenti e definire nuove strategie curative. (continua…)

admin | 01.19.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Il giorno che cureremo il carcinoma ovarico con una pillola

La Professoressa Preethi Gunaratne

Preethi Gunaratne, professore-assistente del dipartimento di biologia e biochimica dell’Universita’ di Houston, sta studiando una classe di piccole molecole genetiche conosciute come micro RNA e ricerca quelle che potranno scatenare la battaglia contro il carcinoma ovarico. Inoltre sta sviluppando un nuovo metodo per portare questo trattamento alle cellule malate, utilizzando un vettore inusuale – le nanoparticelle di oro.

Questa promettente ricerca ha le sue origini in una rivoluzione della scienza genetica che e’ iniziata solo pochi anni fa.  L’attenzione e’ stata focalizzata per molti anni sugli acidi nucleici conosciuti come DNA , dando poca considerazione al loro cugino RNA o microRNA.

All’inizio della decade appena terminata si e’ invece scoperto che i microRNA potrebbero in realta’ essere i regolatori nascosti che controllano circa 30.000 geni nel corpo umano.

Dall’immenso database genetico, il team di Gunaratne e’ stato in grado di individuare un gruppo di microRNA  che potrebbe significativamente, se non completamente arrestare la crescita delle cellule cancerogene delle ovaie e di altri organi. Uno in particolare, MIR-31 sembra essere un promettente soppressore nei tumori ovarici, glioblastoma, osteosarcoma e nel tumore della prostata. La MIR-31 puo’ uccidere le cellule del cancro che sono carenti di p53, un gene fondamentale che controlla l’integrita’ del genoma, prevenendo le neoplasie. La maggior parte delle neoplasie ovariche sono carenti di p53.

Nei test di laboratorio le nanoparticelle contenenti MIR-31 hanno raggiunto il 90% delle cellule cancerogene entro 20 minuti, uccidendo le cellule malate tre volte piu velocemente dei micro RNA trsportati dai lentivirus.

Se la ricerca clinica portera’ gli stessi risultati, la chemioterapia diventera’ una terapia sorpassata.

Il giorno in cui le pazienti malate di carcinoma ovarico potranno essere curate con una singola pillola indolore invece di un cocktail tossico di farmaci  e’ l’obiettivo finale della ricerca della scienziata dell’Universita’ di Houston.

admin | 01.06.11 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Trattamento personalizzato per il carcinoma ovarico

I ricercatori hanno dimostrato che le mutazioni puntiformi in una singola lettera del codice genetico che conducono alla nascita e crescita delle cellule cancerogene possono essere identificate con successo nel carcinoma ovarico in stadio avanzato, utilizzando una nuova tecnica chiamata OncoMap. La scoperta apre la strada a trattamenti personalizzati, in cui vengono identificate le mutazioni specifiche e i trattamenti migliori per bloccare la crescita del tumore.

IMPORTANTE: il resto dell’articolo che e’ di importanza rilevante verra’ tradotto fra qualche giorno, nel frattempo potete leggerlo in inglese nella fonte citata sotto!

Fonte : The above story is reprinted (with editorial adaptations by ScienceDaily staff) from materials provided by ECCO-the European CanCer Organisation, via EurekAlert!, a service of AAAS.The above story is reprinted (with editorial adaptations by ScienceDaily staff) from materials provided by ECCO-the European CanCer Organisation, via EurekAlert!, a service of AAAS.

admin | 11.25.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |

- La curcumina inibisce la crescita delle cellule tumorali ovariche

1  Cancer Biology Research Center, Sanford Research/University of South Dakota, Sioux Falls, SD 57105, USA
2  Department of Obstetrics and Gynecology, Sanford School of Medicine, University of South Dakota, Sioux Falls, SD 57105, USA

 

La resistenza alla radio e alla chemio terapia rappresenta il maggiore ostacolo nel trattamento del carcinoma ovarico in stadio avanzato. L’efficacia dei trattamenti attuali puo’ essere migliorata aumentando la sensibilita’ delle cellule neoplastiche alla chemioterapia. La curcumina e’ un componente naturale con attivita’ anticancerogena in vari tipi di cancro. Tuttavia il suo potenziale di sensibilizzazione non e’ stato ancora studiato approfonditamente nel carcinoma ovarico. Ecco perche’ abbiamo voluto dimostrare l’efficacia della curcumina nella strategia pre-trattamento al fine di sensibilizzare le cellule del carcinoma ovarico resistenti.

RISULTATI

Il trattamento con la curcumina permette di ridurre la dose di cisplatino e radiazioni necessarie per inibire la crescita delle cellule tumorali resistenti al cisplatino stesso.

Il pretrattamento alla curcumina migliora la sensibilita’ chemio/radio delle cellule del tumore ovarico A2780CP attraverso molteplici meccanismi molecolari. Quindi tale terapia migliora lapproccio terapeutico di questa neoplasia.

Fonte http://www.ovarianresearch.com/content/3/1/11

admin | 11.17.10 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- nuova terapia genetica potrebbe sopprimere le cellule del tumore ovarico

Un gruppo di ricercatori  del Massachusetts Institute of Technology e’ convinto che una nuova tecnica di terapia genetica possa avere successo nper combattere il cancro ovarico, spesso potenzialmente fatale.  Hanno dichiarato che minuscole nanoparticelle possono essere utilizzate come trasportatori di un gene che sembra frenare l’insorgenza di questo cancro nei modelli animali.  Tale rivelazione e’ stata fatta dai ricercatori del MIT e dal Lankenau Institute.

Al momento le donne malate di tumore ovarico si sottopongono a cicli di chemioterapia e ad interventi chirurgici di riduzione delle masse tumorali. Purtroppo pero’ spesso il tumore si ripresenta necessitando di chemioterapie non sempre efficaci a lungo.

I risultati di questa ricerca dovrebbero condurre allo sviluppo di nuovi trattamenti per le neoplasie ovariche.  Questa nuova terapia trasporta un particolare gene che produce la tossina della difterite che sembra ostacolare l’abilita’ delle cellule di produrre proteine, portando quindi alla loro morte.

La Professoressa Janet Sawicki e il suo team ha scoperto che questa nuova terapia ha gli stessi effetti positivi della tradizionale chemio di cisplatino e paclitaxel senza pero’ produrre i suoi effetti collaterali. Questo perche’ tali geni sono stati realizzati in maniera tale da essere efficaci solo sulle cellule tumorali e non nelle altre. Inoltre queste nanoparticelle verrebbero iniettate direttamente nella cavita’ addominale, focalizzando l’obiettivo di curare e proteggere organi come fegato, stomaco, ovaie, utero e milza.

Nei possimi anni, dopo altre analisi precliniche, i trial saranno condotti direttamente sulle pazienti, nella speranza che questa terapia possa essere efficace anche per altri tumori come quelli ai polmoni, al fegato e quelli cerebrali.

Fonte: The Cancer Journal

admin | 09.22.10 | Senza categoria, , , , , , , | No Comments |

-Farletuzumab bloccatumore al Niguarda

Nuove e incoraggianti notizie arrivano dalla ricerca:
l’anticorpo monoclonale Farletuzumab,secondo i risultati della sperimentazione di fase 2, legandosi a specifici recettori, induce la regressione del tumore ovarico in caso di recidive. Adesso il via alla terza e ultima fase di sperimentazione in cui si cercherà conferma dell’efficacia su un campione più ampio.

Il carcinoma ovarico nel mondo colpisce 17 donne ogni 100.000, ed è la seconda forma più comune di tumore ginecologico con un’incidenza in continuo aumento.
Esordisce tra i 50 e i 70 anni, anche se nei casi di familiarità (10% dei totali) l’insorgenza può essere più precoce, intorno ai 40 anni.
Il suo esordio è asintomatico e nel 70% delle pazienti la diagnosi avviene ad uno stadio avanzato di malattia. Quando il dolore addominale, di frequente associato ad un senso di pesantezza e disturbi gastrici vaghi dell’addome o della pelvi, compare, molto spesso la malattia è già conclamata.

Fortunatamente le terapie non mancano.

Rimane d’elezione l’intervento chirurgico,per l’asportazione della massa tumorale, abbinata alla chemioterapia.
A Niguarda le pazienti possono avvalersi della competenza chirurgica di una Ginecologia altamente specializzata in questo tipo di intervento. Non solo, nei casi in cui la localizzazione interessi differenti distretti corporei, a scendere in campo vi è anche l’èquipe di Urologia o della Chirurgia Generale.
Anche grazie a questa sinergia la remissione della malattia del tumore è piuttosto alta, pari al 75% dei casi.

Purtroppo a due anni dall’intervento una donna su due è recidiva con la stessa patologia. A questo punto le pazienti dovrebbero sottoporsi ad un nuovo programma di chemioterapia, ma purtroppo l’efficacia è di molto inferiore rispetto al trattamento iniziale. Si ritorna su percentuali che si avvicinano al successo del primo ciclo terapeutico (73,8%), se alla chemioterapia per le recidive viene aggiunta l’assunzione del Farletuzumab (continua…)

admin | 07.16.10 | Senza categoria, , , , , , | 1 Comment |

- Finalmente qualcuno RISPONDE!

Nella sezioneLETTERE AI RICERCATORI  troverete la risposta del Prof. Du Bois alla mia mail di ieri. Sono stupita! intanto e’ la prima mail di risposta da un ricercatore e poi velocissima! Riporto la traduzione della sua spiegazione. Gli ho anche chiesto in quali ospedali Italiani sara’ attivata la scelta delle donne adatte a testare la terapia di cui lui ci parla. Spero ci dia qualche utile informazione. Un abbraccio a tutte.

admin | 04.28.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |