- La ricerca risolve la resistenza alla chemio!!!!!

Dall’Istituto Tumori Regina Elena arriva la speranza di poter risolvere la chemioresistenza nei casi di tumore ovarico.

Il tumore ovarico è uno dei più aggressivi tumori ginecologici, con 165.000 nuovi casi nel mondo, di cui 4.000 in Italia.
 
Nonostante i progressi raggiunti nel trattamento di questa patologia, ancora un’alta percentuale delle pazienti mostra una ricomparsa del cancro a causa dell’instaurarsi della chemioresistenza, l’incapacità del corpo di assimilare i farmaci.
 
Uno studio condotto dal laboratorio di Patologia Molecolare dell’Istituto Regina Elena e finanziato dall’AIRC apre nuove prospettive sui meccanismi molecolari che stanno alla base di questa complicazione.
   
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Clinical Cancer Research, hanno infatti dimostrato come la chemioresistenza nelle neoplasie dell’ovaio venga superata bloccando il recettore dell’endotelina-1 tramite un farmaco molecolare chiamato zibotentan.
 
Questo preparato, oltre a inibire i recettori dell‘endotelina-1, riesce a ripristinare la sensibilità ai chemioterapici nelle recidive di carcinoma ovarico chemioresistenti.
 
La sperimentazione ha già dimostrato che dopo il trattamento con zibotentan, i due farmaci più utilizzati per combattere questo tipo di tumore, il paclitaxel e il carboplatino, ritornano di fatto efficaci.
 
La Dr.ssa Bagnato, coordinatrice dello studio, ha spiegato che i risultati registrati dimostrano la possibilità del farmaco di “Rappresentare una scelta appropriata nel trattamento del carcinoma ovarico per aggirare e sconfiggere la  farmacoresistenza.”

admin | 02.04.11 | Senza categoria, , , , , , , , , | 1 Comment |

- Velocita’ di crescita del tumore ovarico

Gli autori dello studio della Duke university Medical Center hanno stimato che ci sono diversi tipi di tumori con tempi di crescita diversi e questo limita le capacita’ di screening preventivo. I  tipi di tumori con crescita lenta rimangono allo stadio I per 24 mesi e allo stadio II per altri 12.  Il tumore ovarico piu’ aggressivo rimane confinato presumibilmente al primo stadio per 8 mesi e solo 5 mesi al secondo stadio, prima di progredire verso gli stadi successivi.

Non pubblico tutto l’articolo ma sotto trovate il richiamo al sito. Ho appena scritto agli autori della ricerca per capire quali sono, secondo loro e sulla base dei loro studi, gli intervalli fra uno screening e l’altro che ci permettano di scoprire la malattia ai primissimi stadi. Appena rispondono vi faro’ sapere.

http://by155w.bay155.mail.live.com/default.aspx?wa=wsignin1.0

fonte: the journal Cancer.
By Shari Roan, Los Angeles Times

admin | 12.16.10 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- Diritto di consultare le sperimentazioni cliniche. Il Prof. Veronesi risponde

Professore Buongiorno,

Ho notato che da mesi la sezione del sito Sportello Cancro che fornisce tutte le informazioni sulle sperimentazioni cliniche in corso e’ in lavorazione. Ormai sono mesi che non e’ piu’ utilizzabile.
Non mi sembra molto “giusto” anche perche’ nel frattempo potrebbero esserci stati dei trial che si sono chiusi e hanno dato buoni risultati. Credo sia un diritto sapere cosa si sta sperimentando, come va e che risultati si sono ottenuti
Un caro saluto e un grazie immenso per questo preziosissimo sito, unico nel suo genere in Italia

Cara Moira, ha ragione. Farò presente la sua segnalazione, come ho già fatto, ai responsabili di Sportello Cancro. So comunque che si sta lavorando alla riorganizzazione e alla riapertura del database e che questo servizio, data la sua importanza, richiede una preparazione molto attenta. Le segnalo comunque anche il database delle sperimentazioni dell’Agenzia Italiana del farmaco: http://oss-sper-clin.agenziafarmaco.it/cgi-bin/ossc_index_pub?FILE=area_PUB_new

 

admin | 11.13.10 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- TERAPIE GENETICHE. Speranze anche per l’oncologia

Due composti chimici che sono in grado di “convincere” le cellule a ignorare la presenza di segnali di stop prematuri nella produzione di importanti proteine sono stati individuati da ricercatori dell’Università della California a Los Angeles, che illustrano la loro scoperta in un articolo pubblicato su The Journal of Experimental Medicine.

“Se nel DNA si verificano dei cambiamenti, per esempio a causa di una mutazione non senso, che interessano la parte centrale e non quella terminale di un segnale di produzione di una proteina, essi funzionano come un segnale di stop che dice alla cellula di interrompere prematuramente la sintesi di quella proteina” spiega Richard Gatti, che ha diretto la ricerca. “Queste mutazioni non senso provocano una perdita di proteine vitali che può portare a danni genetici mortali.”

Il risultato descritto giunge al termine di quattro anni di studi durante i quali sono stati vagliati oltre 35.000 composti chimici alla ricerca di sostanze in grado di far ignorare alla cellula quei segnali di stop prematuri.

“Della decina di sostanze chimiche attive che abbiamo scoperto, solo due erano legate alla comparsa e alla funzione di ATM, la proteina mancante nelle cellule dei bambini con atassia-telangiectasia” ha detto Liutao Du, primo firmatario dell’articolo. “Questi due composti hanno peraltro indotto anche la produzione di distrofina, una proteina che manca nelle cellule dei topi con una mutazione non senso nel gene della distrofia muscolare.”

I ricercatori si sono detti ottimisti circa il fatto che la scoperta possa aiutare le società farmaceutiche a progettare farmaci che possano correggere i difetti genetici provocati da mutazioni non senso, che sono all’origine delle patologie di circa il 20 per cento dei pazienti affetti dalle più comuni malattie genetiche incurabili.

Dato che le mutazioni non senso possono anche causare il cancro, tali farmaci potrebbero avere rilevanza anche nella terapia oncologica.

admin | 04.12.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |