- la VERITA’ delle cure in Italia

La mia amica Eleonora che sta combattendo il tumore ovarico con lo spirito di una guerriera e l’intelligenza acuta di una donna attenta e preparata, ha scritto nel sito questo commento dopo che la Dott.ssa Bagnato ci ha comunicato che il trial clinico al Regina Elena e’ chiuso.

Vorrei che la leggeste attentamente perche’ Eleonora ha detto la verita’ su quello che succede in Italia: pochissimi centri altamente specializzati e molti centri che invece si improvvisano preparati, togliendo alle donne l’eccellenza chirurgica che potrebbe regalare loro piu’ chance di guarigione e cura. La collaborazione inoltre e’ poca, se non assente e le pazienti non hanno la liberta’ e il diritto di cambiare terapia, di rivorgersi ad un altro oncologo, di correggere gli errori che altri commettono. Sarebbe utilissimo se altre donne ci raccontassero la loro esperienza. Sto pensando di fare “qualcosa” ma ci vogliono tante voci per farsi sentire.

Quella di Eleonora e’ forte. Eccola

“Sono contenta della risposta della dott. Bagnato per un verso, ma nel mio caso arrivo sempre in ritardo. Nel sito del corriere questa ricerca viene data ancora aperta (forse mi sono sbagliata io a considerare aperta come in reclutamento). Sono delusa perchè noto che non c’è abbastanza diffusione delle notizie sulle sperimentazioni negli ospedali o non c’è interesse per chi svolge il lavoro di oncologo come burocrate. A mio giudizio è l’ospedale di riferimento che deve informare, suggerire e guidare la paziente sull’entità che sta facendo quella particolare sperimentazione. Io sto tentando da sempre di cambiare centro, non mi sento seguita e guidata, ma non c’è verso nessuno mi vuole perchè ho fatto il primo intervento d’urgenza in un ospedale….. di provincia. Io non sapevo nemmeno che cosa fosse un tumore ovarico (tutti ne parlano poco), per questo la mia vita vale di meno? E’ mio giudizio che laddove non viene fatta ricerca in senso scentifica venga fatta ricerca nel trovare il meglio per quella determinata paziente con quella determinata patologia.
Scusate lo sfogo ma io ci facevo molto conto su questa sperimentazione proprio perchè sono andata incontro a una chemio resistenza. Eleonora

admin | 03.09.11 | Senza categoria, , , , , , | 1 Comment |

- nuovo studio sul carcinoma ovarico

Boehringer Ingelheim avvia il primo studio clinico di Fase III sul Carcinoma Ovarico e allarga il programma di studi su BIBF 1120, il suo farmaco antitumorale 

Boehringer Ingelheim ha avviato un nuovo studio clinico di fase III per valutare uno dei suoi due composti facenti parte della pipeline oncologica, in fase finale di sviluppo per la terapia del carcinoma ovarico di stadio avanzato. Lo studio clinico, denominato LUME-Ovar-1, indaga l’efficacia e la sicurezza di BIBF 1120, un nuovo antiangiogenico orale, come terapia di prima linea in associazione a chemioterapia standard, rispetto a placebo associato a chemioterapia standard, in pazienti con carcinoma ovarico di stadio avanzato.
BIBF 1120 è un composto orale innovativo che agisce inibendo contemporaneamente tre recettori coinvolti nell’angiogenesi, ovvero nella formazione di nuovi vasi sanguigni, alla base della crescita tumorale e della formazione di metastasi.
Come spiega il Dottor Andreas du Bois, coordinatore dello studio: «Gli antiangiogenici costituiscono uno degli approcci più promettenti nella terapia dei tumori. Studi clinici iniziali indicano che il carcinoma ovarico sembra essere particolarmente sensibile a questi composti innovativi. BIBF 1120 inibisce diversi aspetti delle vie che controllano la crescita di nuovi vasi sanguigni e ha già dimostrato di essere efficace e ben tollerato in studi precedenti». 

I risultati ottenuti mostrano infatti come questo composto possa essere efficace e ben tollerato come terapia di mantenimento nelle pazienti che hanno avuto recidiva di carcinoma ovarico e che avevano precedentemente risposto alla chemioterapia.

I risultati presentati in occasione della conferenza annuale dell’American Society of Clinical Oncology rivelano che le pazienti trattate con BIBF 1120 hanno visto ridursi maggiormente il rischio di progressione del tumore rispetto alle pazienti che hanno ricevuto placebo.

admin | 04.27.10 | Senza categoria, , , , , | No Comments |