- Al via la prima sperimentazione per un vaccino contro il cancro

Da molto tempo si parla di vaccino contro il cancro. Molte squadre di ricercatori hanno infatti focalizzato la loro attenzione sulla ricerca di una sostanza, un virus, un batterio in grado di bloccare e prevenire la proliferazione di cellule cancerose all’interno dell’organismo umano. Il Roswell Park Cancer Institute, negli Stati Uniti ha in queste ore reso pubblico l’inizio del trial di sperimentazione umana del vaccino dendritico contro la patologia.
In poche parole, finalmente partiranno i test di efficacia del vaccino contro il cancro messo a punto basandosi sull’azione delle cellule dendritiche del sistema immunitario, ovvero portando ad una stimolazione mirata delle difese stesse del corpo umano. Una sorta di farmaco “cellulare” in grado di agire capillarmente sul tumore. Anche in Italia è iniziato qualche tempo fa uno studio analogo, basato su un protocollo esclusivo messo a punto dall’Istituto superiore di Sanità.
I ricercatori dell’istituto di Roswell hanno sottolineato ciò che il vaccino messo a punto da loro sia in grado di fare: ovvero sradicare le cellule tumorali e prevenire delle recidive della patologia. Il farmaco, soprannominato “NY-ESO-1 dendritic cell vaccine” promette, basandosi su una fase di sperimentazione in laboratorio, risultati ottimali per ciò che riguarda il cancro al seno, quello esofageo ed intestinale, il cancro ai reni ed ai polmoni, ed ancora buoni risultati per ciò che concerne il melanoma, il cancro ovarico, quello prostatico ed il sarcoma.

Il vaccino verrà “personalizzato” per ogni paziente e sarà prodotto “istantaneamente” secondo le esigenze, potendo contare su un appoggio ufficiale non indifferente, essendo il Governo stesso degli Stati Uniti tra i sostenitori dello studio.

Sottolinea il coordinator dello studio, il dott. Kunle Odunsi:
Questo trial rappresenta solo l’inizio di un ampio programma di attività nell’utilizzo del sistema immunitario umano per combattere il cancro. Il nostro processo di produzione contiene enormi potenzialità altrettanto applicabili nella terapia delle cellule staminali e nella medicina rigenerativa.

I malati di cancro che desiderano saperne di più su questa sperimentazione possono rivolgersi al Roswell Park al num 1-877-275-7724 o via e-mail scrivendo a : askrpci@roswellpark.org .

admin | 02.08.12 | Senza categoria, , , , | No Comments |

- Nuovo vaccino riduce il tumore ovarico nei topo dell’ 80%

Un nuovo vaccino potrebbe essere sviluppato per il trattamento di cancro alle ovaie, del colon-retto e del pancreas.

Attualmente sperimentato sui topi, “questo vaccino provoca una risposta immunitaria molto forte”, ha detto il co-autore senior Geert-Jan Boons, professore di chimica e ricercatore nel UGA Cancer Center. “Attiva il sistema immunitario per ridurre le dimensioni del tumore in media del’80 per cento”.

Il vaccino, descritto questa settimana sulla prima edizione della rivista Proceedings of National Academy of Sciences, rivela una strategia promettente per il trattamento di tumori che condividono lo stesso tipo di carboidrati prodotti, tra cui tumori dell’ovaio e del colon-retto.

Quando le cellule diventano cancerose, gli zuccheri presenti nelle loro proteine ​​di superficie subiscono variazioni che le distinguono dalle cellule sane. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di attivare il sistema immunitario per fargli riconoscere queste differenze e permettergli di distruggere le cellule cancerogene, piuttosto che le cellule normali. Ma dal momento che le cellule tumorali hanno origine all’interno del corpo, il sistema immunitario in genere non le riconosce come estranee.

I ricercatori hanno sperimentato un nuovo vaccino nei topi, che come gli esseri umani sviluppano tumori che iperesprimono una proteina nota come MUC1 sulla superficie delle loro cellule. La proteina tumorale si distingue da catene di carboidrati che la distinguono dalle cellule sane.

“Questa è la prima volta che viene sviluppato un vaccino che allena il sistema immunitario a distinguere e uccidere le cellule tumorali in base alle loro strutture di zucchero”, ha detto Gendler. “Siamo particolarmente entusiasti del fatto che la proteina MUC1 è stata recentemente riconosciuta dal National Cancer Institute come uno delle tre più importanti proteine ​​tumorali per lo sviluppo di vaccini”.

Gendler ha sottolineato che MUC1 si trova su oltre il 70 per cento di tutti i tumori mortali. Molti tumori, come mieloma del seno, al pancreas, alle ovaie e multiplo, esprimono MUC1 con i carboidrati brevi in oltre il 90 per cento dei casi.

Il vaccino rappresenta quasi un decennio di lavoro da parte dei Boons e il suo team. Uno studio del 2007 ha dimostrato l’efficacia del vaccino in un modello murino, e Boons è cautamente ottimista circa i suoi risultati più recenti. Nonostante i risultati promettenti nei topi, spesso questi non si traducono allo stesso modo negli esseri umani, ma Boons si è detto fiducioso che i vaccini che colpiscono le firme dei carboidrati specifici di cellule tumorali avranno un ruolo importante nel trattamento della malattia in futuro.

“Stiamo cominciando ad avere le terapie che possono insegnare al nostro sistema immunitario come combattere le cellule tumorali”, ha detto Boons. “In combinazione con la diagnosi precoce, la speranza è che un giorno il cancro diventerà una malattia gestibile”.

admin | 12.15.11 | Senza categoria, , , , , , | No Comments |

- i peptidi contro in CO. Presto un vaccino?

Un nuovo farmaco in sperimentazione per trattare l’arterosclerosi ha dimostrato di poter inibire significativamente la crescita del tumore ovarico,sia nelle cellule umane che in quelle dei topi. Primo risultato del suo genere, in cui i peptidi sono usati contro le neoplasie, secondo lo studio dei ricercatori  dell’UCLA presso il Johnsson Comprehensive Cancer Certer. I peptidi potrebbero essere usati contro il tumore ovarico per nuove terapie-vaccini .

Lo studio segue una scoperta precedente dello stesso gruppo di ricercatori i quali hanno dimostrato che una proteina chiamata A-I (ApoA-I) puo’ essere utilizzata come marcatore nella diagnosi del tumore ovarico ai primi stadi, quando e’ asintomatico ed e’ molto piu’ semplice curarlo.

La maggior parte dei tumori ovarici sono diagnosticati quando la malattia’ e’ gia’ in stato avanzato e spesso, dopo la chirurgia e la chemioterapia diventa resistente alle terapie tradizionali” spiega il Dott. Robin Farias-Eisner, direttore di oncologia ginecologica e co-autore dello studio con il Dottor Srinu Reddy, professore di medicina.

I ricercatori hanno osservato che il apoA-I  diminuiva nei pazienti con carcinoma ovarico ai primi stadi. La proteina, uno dei maggiori componenti del HDL, il colesterolo buono, gioca un ruolo importante nel trasporto del colesterolo dalle cellule al fegato per l’estrazione dei lipidi. Siccome il trasporto dei lipidi, le infiammazioni e lo stress ossidativo sono associati con lo sviluppo e la progressione del cancro, Farias-Eisner e Reddy hanno ipotizzato che ridotti livelli di apoA-I nei pazienti malati di cancro ovarico possa essere la causa della progressione della malattia

admin | 11.04.10 | Senza categoria, , , , | No Comments |