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– il perche' dei controlli frequenti per chi ha una mutazione del BRCA1

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Questa e’ la mia domanda e la chiarissima risposta, su Sportello Cancro del Corriere della Sera, del Dott. Sideri . Ci spiega come si formano velocemente certi tipi di tumore ovarico e il perche’ l’ecografia transvaginale e’ importantissima ma non riesce ad essere un metodo di screening

DOMANDA

Cari Dottori,

purtroppo a causa della mia mutazione al Brca1, seguo molto attentamente l’evoluzione della ricerca e delle sperimentazioni per il tumore ovarico.
Stavo leggendo la versione del 2011 del Guide to Clinical Preventive Services, Second Edition: Periodic Updates per il tumore ovarico.
Ora, e’ chiaro a tutte che non esiste screening. Ma non riesco a trovare la logica di queste affermazioni: se colto in tempo, e cioe’ allo stadio I, la sopravvivenza a 5 anni e’ del 92% (anche di piu’ forse…) E ancora: i controlli con CA125 ed ecografia transvaginale non hanno provato di ridurre la mortalita’. Punto finale: il 65% dei tumori ovarici allo stadio I viene diagnosticato con ecografia transvaginale.
Ma tutto questo non ha logica! Se ho una schance di diagnosi precoce solo con l’ecografia e la differenza di sopravvivenza fra uno stadio e l’altro e’ notevole, come si fa a dire che l’eco non aumenta la sopravvivenza! E le altre 35% di donne che scoprono il tumore al primo stadio come lo scopre? Se e’ vero che l’eco conduce spesso a falsi positivi credo che qualsiasi donna preferisca sottoporsi ad una laparoscopia esplorativa piuttosto che, come vorrebbero convincerci queste affermazioni, rassegnarsi all’idea di non fare niente!
Sara’ forse che i test costano troppo alla sanita’ nazionale, a maggior ragione quando si parla di assicurazioni sanitarie negli USA?
grazie mille come sempre!

RISPOSTA

Cara Moira, la ringrazio per la sua lettera, che non fa una grinza. Potenza delle donne! Ma….c’è sempre un ma. Le notizie che ha recuperato dalla rete, come al solito sono verissime; confermo tutto. E allora perchè non c’è lo screening ecografico? Credo di averlo già scritto in un’altra risposta: perchè l’ecografia negativa oggi non assicura che a distanza di breve, anche solo tre mesi, non compaia il tumore, allo stadio avanzato. Quindi il limite non è l’esame, che infatti è proprio in grado di diagnosticare se non proprio tutti, almeno una parte dei tumori in fase precoce; ma è la storia naturale della malattia che non permette la diagnosi precoce; infatti le donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore allo stadio iniziale sono delle fortunate che hanno fatto per caso l’ecografia nel momento giusto. Infatti il 70% dei tumori viene diagnosticato allo stadio avanzato, e solo una piccola parte viene diagnosticato “casualmente” al primo stadio. Ma non è finita qui. Il tumore più frequente, sieroso, nella sua evoluzione può non passare attraverso la fase della cisti, e non è diagnosticabile in fase precoce dall’ecografia; sono in genere i tumori a cellule chiare oppure endometriodi che vengono diagnosticati casualmente in fase iniziale perchè passano attraverso la fase della cisti, che è riconoscibile in ecografia. Per questo motivo noi consigliamo l’ecografia una volta all’anno nelle donne a partire dai 45/50 anni: non riduce la mortalità, ma permette di rassicurare la donna in quel momento e di diagnosticare qualche forma ai primi stadi. Come una sentinella di ronda che passa ogni ora: tra un passaggio e l’altro può accadere di tutto. Spero sia più chiaro. Infine non è un problema economico, almeno per ora. Ci mancano gli strumenti o la conoscenza.

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