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il Nab-paclitaxel

Il Nab-paclitaxel, farmaco per la cura del cancro al pancreas, è ufficialmente prescrivile e rimborsabile dal sistema sanitario nazionale. E’ stato infatti inscritto nel registro nazionale.  A darne notizia è Daniela Virgilio, responsabile  regionale sanità del Partito Socialista Italiano, che nei mesi scorsi aveva denunciato l’impossibilità  per i malati oncologici di accedere alla terapia che utilizza la nanotecnologia per aggredire le cellule tumorali.

FUNZIONAMENTO  E STORIA DEL NAB-PACLITAXEL

Il pancreas produce diversi ormoni molto importanti tra i quali l’insulina, che regola il livello degli zuccheri nel sangue, e vari enzimi che consentono la digestione da parte dell’intestino. Questi sono trasportati da appositi dotti attraverso il pancreas e poi nei dotti biliari, che li veicolano all’intestino.
Il tumore del pancreas, che colpisce ogni anno  in Italia oltre 12 mila persone, si manifesta quando alcune cellule, nella maggior parte dei casi nella sezione della testa, si moltiplicano senza più controllo.

Grazie alla nanomedicina è stato possibile rinchiudere il farmaco, in questo caso il paclitaxel,usato da vent’anni per la cura di diverse forme di cancro, in un guscio di albumina, per nasconderlo al tumore e trarlo in inganno. Questo espediente facilita la diffusione del farmaco nel circolo sanguigno, il suo passaggio ai tessuti e il suo ingresso nelle cellule tumorali, le quali, “golose” della proteina e ignare del suo contenuto nascosto, lo inglobano in grande quantità, segnando in tal modo il proprio destino.

Il Nab-paclitaxel è già utilizzato in Italia e in Europa contro le forme più avanzate di tumore al seno che non abbiano risposto ad altre cure e da qualche mese, negli Stati Uniti, anche contro il tumore del polmone non a piccole cellule in associazione al cis-platino. Ad oggi sono in corso studi per valutarne l’efficacia anche nei confronti del melanoma, del carcinoma ovarico e del tumore al seno triplo negativo.

“Ai ricercatori che ogni giorno si impegnano per trovare nuove cure va tutta la nostra gratitudine, ai medici impegnati nelle sperimentazioni e ai malati il nostro costante pensiero,ai politici ed al sistema burocratico la nostra richiesta unanime di dare al tempo il valore della vita che merita- conclude la responsabile regionale della sanità del PSI- – Auspico che non si verifichi ancora che dopo lunghi anni di attesa per una cura, tutto si rallenti nelle mani di una inutile e dannosa burocrazia. Ai malati ed alle loro famiglie auguro che il farmaco possa alleviare la sofferenza e garantire una vita più lunga”.

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